20. Pesenti, Teresa a Mazzoldi, Teresa

Ingurtosu (CA), 17 agosto 1907

Cagliari 2 17/8/908
Carissima Sig.ra Mamma,
[1] Le scrivo da Cagliari ove ci troviamo | dopo un disastroso viaggio causa il | mare burrascoso che ci fece soffrire | da Genova sino vicino a Cagliari. | Le onde furiose si riversavano | sul ponte passando d'una parte | all'altra del piroscafo; essendo | poi il nostro vapore troppo vecchio | l'acqua del ponte scendeva | nelle cabine bagnando tutti i letti. | Questo sarebbe ancora nulla; | più era la scenetta dei vomiti! | S'immagini che nella mia | cabina eravamo 5 donne e due bam-|bini. Nel partire il piroscafo da | Livorno diedero tutte in un | grido: Cameriere il vaso! ||
[2] Misericordia che brutta notte!
Aime! Lamentava un donnone | che dormiva nel lettino sopra il | mio; son tutta bagnata qui | piove maledettamente!
Io dovevo mordere il limone per | non imitar le altre avendo già | avuta la mia parte la notte che | partimmo da Genova. Mi sembra | ancora di sentire quell'odore soffoca-|to, e gli strepiti di vomito che | tempestavano la cabina. Quando | entravo mi scendevano dal fronte | grossi sudori. La bambina dor-|miva inquieta e di tanto in tan-|to la svegliavano i lamenti. | Meno male che fummo ancora | fortunati noialtri in confronto | di quei poveretti che si coricarono | alla partenza del vapore e si alzarono | all'arrivo in porto. ||
[3] Per giunta ebbimo la bambina con | dissenteria da Tavernole sul Mella (BS) sino a | Milano. Per compir lopera nel | viaggio in treno da Bergamo a | Milano entrò nell'occhio all'Ip-|politina un pulviscolo di carbone; | al momento sembrava che tutto | fosse passato, quando fummo | a Milano diede in grida dispera-|te che fummo costretti di recarci | in compagnia del zio Romano | e Franceschino all'Istituto | oftalmico a farla medicare.
[4] Alla stazione di Milano trovam-|mo il Franceschino con quale | andammo a cercare Gian Maria | in caserma, indi al Tribunale | ma non potemmo vederlo.
Dopo fatta colazione andarono | Cenzo e Franceschino a prendere | lo zio Romano. ||
Cenzo fece in modo che lo Zio | e Franceschino si riappacificassero. | Andammo nuovamente tutti | in cerca di Gianmaria, ma | fù inutile. Lo Zio Romano | alla sera c'invitò tutti assieme | a pranzo nella Sua Pensione. | E che pranzo squisito!
[5] Non contento di ciò lo zio volle rega-|lare a noi parecchi ricordi. In | una parola Le dirò che ci usò | un mondo di gentilezze alla | quali non ci fu dato a noi di | ricambiare almeno in parole.
Pensiamo perciò d'inviarci | un bel pacco di beccaccie che potrà | mangiare in compagnia delle | Sue gent.me Pensionanti.
Per Ippolitina teneva conservata | una coroncina come quella che ci diede | lei, ma disse che questa è benedetta | dal Sommo Pontefice ||
[6] La Sig.ra Ippolita ci ricevette | colle Sue gentilezze, e regalò | all'Ippolitina una bella bambola, | ed un sacchetino di confetture. | [7] Anche la Sig.ra Evelina ci accol-|se con grande affetto e voleva | ad ogni costo che facessimo cola-|zione da Lei. Non mancò però | di disturbarsi ugualmente con | altre cose. Nel salutarci infilò | sulla manina della piccina un | nastrino con medaglietta e crocetta. | [8] Questa mattina andammo a far | visita alla sorella del Sig. Maggiore | e fù lieta di sentire le notizie del | Fratello e di Lui Famiglia.
[9] Finisco poiché in questo momen-|to si sveglia la bambina.
La prego di porgere i nostri doveri ai | Rev.di Parroci, Sig. Dottore e Sig. | Matteo | Sig. Maggiore, e Sig.na Cortesi ecc. | affettuosi saluti a tutti i paren-|ti, in special modo le Sig. Zie | d'Irma, e tanti baci a tutta | la Famiglia, e lei aggradi-|sca un bel bacione dalla nostra | adorata Tina ed altrettanti | baci da Loro aff.mi
Cenzo e Teresina.

Luogo di destinazione: Marmentino (BS)
Missiva autografa. Marmentino (BS), Archivio parrocchiale, Carteggio Zubani, b. 2, fasc. 18.
Lettera di fogli di color bianco a righe. In filigrana vi è la scritta: «IMPERIAL MILE IVORY PAPER». Inchiostro nero. Dimensioni 17.2x11 cm.