48. Zubani, Vincenzo a Zubani, Santo

Ingurtosu (CA), 9 aprile 1908

Ingurtosu, 9 / 4 1908
Carissimo babbo,
[1] Alla tua carissima in data 22 n. s. rispondo | solo oggi, avendo ricevuto il pacco postale promessomi solo l'altro ieri. | [2] Non ti so dire quanto ci siano stati graditi i doni della mamma: | la copertina e il mantellino che va su Ippolitina a perfezione, ci | tornano veramente utili. Utilissimi poi ci tornarono i sempre | squisiti biscotti, specie in questa occasione, avendo slattata | Ippolitina i primi del corr.te mese; se vedeste come li mangia con | gusto! Ti prego anche a nome di Teresina, di ringraziare infini|tamente la mamma. Cercheremo presto d'inviarvi anche noi | un pacco postale con qualche specialità sarda.
[3] «Se tu caro babbo, ti trovasti come mi trovo io, da tre anni, | in una miniera qual'è Ingurtosu, probabilmente | vedresti le cose sotto un altro aspetto. Sò che tu hai un | tempo sofferto nostalgia, pur essendo quasi nei tuoi paesi, | non solo, ma trovandoti in una città, dove anche | intellettualmente si vive un'altra vita; figurati se non | debbo soffrire io relegato in un angolo di Sardegna, in una | miniera lontana delle ore da un paese come Arbus | presso al quale Marmentino è una cittadella avendo | case in pietra e non capanne di legno e fango; lontana | da Cagliari, discreta città, per noi in miniera irraggiungibile, | quasi per la mancanza di mezzi di trasporto ecc ecc»
[4] Se ti prenderai la cura di rileggere le mie | lettere troverai di sicuro la chiaccherata di cui || sopra ripetuta e cantata in tutti i toni, eppure io sono | convinto che ancora non vi siete immaginati la vita | che si conduce quaggiù. Nella tua lettera ti lagni perché | fui tanto laconico nella mia ultima; la causa attribuiscila | ad uno stato di nervosismo continuo che certi giorni | sembra mi faccia impazzire. [5] Hai ragione, non ti parlai | di nulla, ne per la casa, ne per Peppino e Cicino ed Elvira. | E che cosa debbo dire? Io le vostre intenzioni a riguardo | di Peppino non le conosco affatto; per Elvira lo stesso.
[6] Che carriera debbono intraprendere? Quali spese dovete | sostenere per i suddetti? Cosa intendete fare per Cicino? | Tu, caro babbo non potresti in modo chiaro e positivo | espormi una specie di programma a riguardo dei | miei fratelli, che sebbene voi non lo crediate, ricordo | sempre con gran affetto? Potrebbe darsi che qualche | mio consiglio potesse tornarvi utile. [7] Ti ringrazio infinita|mente di quanto hai fatto per me per la Cassa Rimborsi, e | scusami se nell'ultima mia non te ne parlai. [8] Anche | per quest'anno probabilmente dovremo rassegnarci a | rimanercene ancora qui, senza nemmeno poter fare | una gita per rivedervi tutti. [9] Ormai debbo trovare | ben decimate le già scarse file degli amici di casa e parenti. | Quanti individui ho baciati nel fior della salute prima di | partire, e che ora non vedrò più! Anche il Sig Matteo! | E questi, dopotutto avrà la soddisfazione di vedersi seppellire | vicino a casa sua, mentre io se debbo morire qui… […] | non posso certo portare le mie ossa «só ala paghéra»! | [10] Anche pochi giorni fa è morto di tifo (almeno pare, poiché | in fatto di medico… terapico quello che abbiamo lascia a desiderare | pur essendo famoso nel toglier gambe e braccia a quei | disgraziati che ogni tanto fan dei salti entro i pozzi e i fornelli) | un bolognese giovane, carico di famiglia, robusto come l'acciaio.
[11] Entro la settimana arriverà Lord Brassey, il quale non | sarà certo di molto buon umore. Due laverie sono | già state chiuse e si teme che anche le altre rimaste | in marcia (per trattare solo delle discariche che coi prezzi | attuali non converrebbe trattare, perché si ricavano appena le spese) si dovranno presto chiudere anch'esse.
[12] Questa crisi, che la miniera Ingurtosu sente più | delle altre miniere vicine è dovuta in massima parte | all'ingordigia di questi Brassey, inglesi sfruttatori, || fuori d'Inghilterra, antesignani della civiltà nel loro paese. | Non hanno pensato che a mangiare e ad esaurire filoni | d'una potenza straordinaria e non si sono curati di | fare altre ricerche in modo d'aver delle riserve d'attaccare nei | momenti di crisi. [13] Queste ricerche si potevano fare benissimo | gli scorsi anni quando i prezzi dei metalli erano altissimi; | coi prezzi attuali non è più possibile farle, a meno che non si | anticipino dei capitali che certo Lord Brassey non vorrà sborsare | poiché anche tecnicamente corto d'intelligenza non ne vede | l'utile immediato. [14] Quest'uomo è capacissimo da | un momento all'altro di chiudere bottega, e credi, caro | babbo, che molti sono più trepidanti di me, nel dubbio d'esser | messi sul lastrico. Vi sono qui degli impiegati venuti dal | nulla, che in un caso simile sarebbero da una buona | posizione sarebbero buttati nella miseria. Quando avrò sbrigato il | cumulo di campioni della fine di marzo, scriverò al Franceschino | allo zio Romano, e farò in modo di farmi ricordare | anche al Prof Turinelli, nel quale ho riposto tante speranze.
[15] Non vedi mai l'Ing Baccarani? Non avresti l'occasione | di parlargli ancora di me e di manifestargli l'immenso | desiderio mio di tornare in Continente? E l'On Quistini? | E l'Avv Giovanni Zanardelli? e il Dott Ferrari? ecc. Cerca di | stuzzicare un po' tutti, poiché ti assicuro che se | riuscisti a strapparmi di qui anche voialtri ne senti|reste grande vantaggio. Cercate dunque d'interessare | tutti e chissà che non si ottenga qualche cosa.
[16] Io desidererei una tua lettera che mi parlasse | come già ti dissi più sopra delle tue idee per l'avvenire | di Peppino, Elvira e Cicino; dei tuoi affari del tuo lavoro | d'ufficio e delle relazioni che corrono fra te e i | rappresentanti Comunali. (Sindaco, che non conosco neppure di nome, | e consiglieri); fra te e i Rev.di Parroci; fra te e Dottore ecc. | Possibile che in tre anni tanto in Marmentino come | nei paesi vicini non sia avvenuta nessuna variazione | nel genere di vita? L'arrivo del tram a Tavernole || quali effetti ha prodotto? Io di tutto ciò sono assolu|tamente al buio, e desidero […] sapere qualche cosa. | [17] La settimana scorsa il Direttore in compenso di certi lavori | da me fatti per conto suo e (dei quali potrai fartene un | idea da certi opuscoli che ti spedirò fra breve) lavori per | i quali perdetti anche delle ore di sonno dovendo eseguire | le esperienze di notte, onde usufruire della forza elettrica per | l'illuminazione, mi regalò una macchinetta fotografica | abbastanza buona, pur essendo abbastanza vecchietta e… | spelata. [18] L'obbiettivo in ogni modo e buonissimo e te ne | puoi fare un idea dalle fotografie da me appena fatte | Sappiami dire se ti piacciono o no. Presto anche Teresina | scriverà una lunga lettera. [19] Ippolitina sta benissimo, | mangia come un lupo e non ha sofferto nulla nel | periodo di slattamento. Incomincia a balbettare | papà e mamma, e son persuaso, purtroppo, che | quando tu e mamma la vedrete, saprà farvi già una | tartagliata nel dolcissimo sardo idioma! Speriamo | che incominci la dentizione prima dell'estate perché mi | si dice che nei mesi caldi soffre di più. Scommetto che | voialtri non vedete l'ora di vederla! V'assicuro che sa | farsi voler bene, perché qui in Ingurtosu, quando esce, | di casa tutti la vogliono la sballottano, la baciano. | I commessi di cantina poi la rimandano in casa con | il viso tinto di cioccolato che le fanno succhiare.
[20] Qui fa un tempaccio indiavolato freddo, con acqua | e vento, le malattie non mancano perché quest'umido | assassino produce delle febbri reumatiche che costringono in letto. | io per fortuna non ne ho ancora sofferto, anzi in questi giorni | sto benino; mangio con appetito e digerisco discretamente | [21] E Voialtri? Il nonno ha sofferto la sua solita tosse | quest'anno? Le zie d'Irma stanno bene? È guarito il Pino? | Dammi nuove di tutti.
Finisco temendo d'averti anche troppo | stancato. Ti prego nuovamente a volermi scrivere | presto e a lungo. Saluta tanto tanto le zie, i parroci | il Dottore e famiglia, i parenti tutti, bacia la mamma | il nonno e il Cicino anche a nome di Teresina e | Ippolitina che s'uniscono pure a me nell'inviarti gli abbracci e i baci più affettuosi
Tuo aff.mo figlio
Cenzo

P.S. Sarei contento se anche con una semplice cartolina mi | scrivessi dandomi nuove del povero Sig Matteo al quale | (spero d'esser ancora in tempo) auguro una perfetta | guarigione.


Luogo di destinazione: Marmentino (BS)
Missiva autografa. Marmentino (BS), Archivio parrocchiale, Carteggio Zubani, b. 2, fasc. 72.
Lettera di fogli bianchi a righe. In filigrana, vi è la scritta «TRADE MARK SUPER FINE Commercial Paper». A sinistra, sul recto della pagina, si trova il logo di color verde con la seguente scritta: «MINIERE DI GENNAMARI E INGURTOSU (SARDEGNA)». Inchiostro nero, eccetto le sottolineature in matita, tranne quelle di «só ala paghéra»!». In matita nera sono anche le lineette verticali poste, lungo il margine bianco sinistro, accanto alle seguenti righe sottolineate: «le esperienze di notte, onde usufruire della forza elettrica per l'illuminazione, mi regalò una macchinetta fotografica abbastanza buona, pur essendo abbastanza vecchietta». Dimensioni 26x20.5 cm.

L'espressione, in dialetto bresciano, «só ala paghéra» al comma n. 9 letteralmente sta per «su al bosco di abeti»: infatti sta per , ovvero su (G. SCARAMELLA, Nuovo vocabolario ortografico bresciano, Zanetti Editore, Brescia 1986, p. 242, sub voce ); paghéra deriva da paghér, albero "copiosissimo ne' nostri monti, altissimo, dritto sino alla cima, i rami lungo il fusto vacillanti, orizzontali, e disposti a piramide nella sommità. Vegeta naturalmente nelle montagne di mediocre altezza, ma vien bene anche nella pianura […], serve per ornamento ne' boschetti d'inverno ne' viali" (GIOVAN BATTISTA MELCHIORI, Vocabolario Bresciano-Italiano, Tipografia Franzoni e Socio, Brescia 1817, vol. II, p. 83, sub voce paghér)): in senso figurato, a Marmentino (BS), indica il cimitero della frazione Dosso, circondato infatti da simili piante.

Il Quistini del comma n. 15 è Giovanni Quistini (Villa Cogozzo (BS), 28 ottobre 1841-Gardone Val Trompia (BS), 7 maggio 1913), di Bernardo e di Maria Teresa Cantoni. «Laureatosi in legge a Pavia a 23 anni, aprì quasi subito un ufficio legale a Gardone V. T. dove risedette per cinquant'anni. Fu per tutta la vita seguace di Zanardelli e suo primario collaboratore» (A. FAPPANI, Enciclopedia Bresciana, cit., Brescia 1997, vol. XIV, pp. 243-244, sub voce Quistini Giovanni). È conservata una lettera del Quistini indirizzata a Santo Zubani, datata Gardone V. T. 8 agosto 1895, in cui scrive: «Mi indichi la persona più addatta per essere nominato sindaco in luogo dell'attuale analfabeta. È cosa urgente! […] Nello stesso tempo mi dica anche per Irma» (APM, Carteggio Zubani, b. 2, fasc. 22).

Al comma n. 15 si accenna a Giovanni Zanardelli: si tratta del figlio di Ferdinando e perciò nipote del ministro Giuseppe Zanardelli. Il 6 novembre 1897 Santo riceve da Giovanni Zanardelli una lettera di ringraziamento per il «bellissimo dono d'uccelli. La quantità era sproporzionata alla nostra piccola famiglia, ma tua avrai pensato che dovesse servire alla numerosa mensa dello Zio Pino. Combinazione volle invece che arrivammo poche ore dopo che egli era partito definitivamente da Maderno. Ho voluto almeno che fosse con noi a goderli il tuo Cenzo, che venne infatti a colazione Giovedì scorso. Io potei goder poco la sua compagnia perché dovetti assentarmi quasi tutto il giorno da Salò per affari d'ufficio, ma in quell'oretta che passai con lui lo trovai di ottima salute e di buonissimo umore» (AVZ, Documenti, b. 1); il dono si ripete anche nel 1898 e ad esso Giovanni e famiglia fanno onore da triumplini (APM, Carteggio Zubani, b. 2, fasc. 49bis). L'11 ottobre 1898 Giovanni scrive a Santo da Maderno, pregandolo di un «piacere: Ho assaggiato a Brescia il burro di Marmentino e bramerei poterne far uso anch'io per la mia famiglia. Ti pregherei quindi di volermene fare delle periodiche spedizioni. Se tu volessi prenderti questo incomodo, penso che il modo più conveniente di spedirne sarebbe, fare delle cassette di dodici o quindici chilogrammi per volta, mandarle, (se v'è un mezzo ordinario abbastanza economico di trasporto) a Brozzo, e di là farlo proseguire per treno a Salò. Naturalmente, se tu mi fai questo piacere, la prima condizione è che tu mi dia nota di tutta la spesa d'imballaggio e di spedizione fino a Brozzo; e dopo la prima volta potresti, per conto mio, passare l'incarico ad altra persona fidata» (APM, Carteggio Zubani, b. 2, fasc. 49bis).

Sempre al comma n. 15 si menziona il dottor Ferrari: si tratta di Vincenzo Ferrari, medico condotto di Marmentino ed Irma dal 1888 al gennaio del 1900.