29. Viviani, Raffaele a De Maio, Maria

Napoli (NA), 4 marzo 1942

Napoli, 4. marzo
Giovedi 4. ore tre e mezzo.
[1] Un allarme bianco, bianco, tanto per tenerci allenati. Oggi ho ritirato il vaglia del Banco di Napoli, con una bellissima lettera di Frignani che mi spianeranno il terreno con il Podestà domani, e le due personalità romane alle quali Frignani mi ha dato per ciascuna una lettera. Lunedi penso di andare a Roma, a meno che, o domani o sabato, non mi giunga una tua lettera con la quale mi dici che arrivi! E' necessario però che noi stessimo un po' cuieti a Roma così faremmo l'utile e il dilettevole.. questo se non ci sia già, a Napoli, Mario col matrimonio a portata di mano:.. quatto e quatto fanno otto! A Roma devo vedere il Ministro e poi Gualino, e poi tutto il Mondo che mi riguarda.. è alla capitale dove ogni cosa può trovare una propria via di uscita, e le grandi cose in specie. Speriamo bene! Un po' di riposo, nell'incantevole scenario millenne, lo spirito si abbevera di cose belle e si ha la calma necessaria… per chi ha lavorato e lavora per migliorare se stesso, con lo spirito all'oggi ed al domani, || Con la fede e la certezza che tutto potrà camminare per il proprio meglio. Amen! [2] Per la Signora Sarga non c'è motivo di disperare: dicono che nessuno è rimasto in casa. La tabaccheria di Ca[…] Cava non è grollata ed avuto il tempo di mettere in salvo almeno parte.. della mercanzia, ma, per ora non è più abitabile. p·ochi intorno la piazzetta è pressoche sventrata.. ma la fisionomia della via Pignasecca non è ricono irriconoscibile, e con i necessari lavoro, a ciascun palazzo.. tutto ritornerà allo stato normale, perderà un po' di patriarcale ma, penso che la rifaranno com'era, dato anche l'angusti[…] spazio, e tutta la parte che ha meno sofferto, che sono la traversa adiacente e i molteplici vicoli, ove pullula ancora la vita e il piccolo commercio, la strada superiore, e intatta tranne qualche vetro, mi sono dilungato qui, perché la Pignasecca era un po' casa nostra. [3] L'anello tuo lo tengo nel taschino del gilè, con le pietruzze soverchianti. Luisella si ritira anche alle 11 di sera, per gli allarmi, dice che è una pena a vedere il Diana semi deserto! Ho scritto una lunga lettera a Novi. Il boller, alla prova dell'acqua è scuro come l'esca, domani si attaccherà la luce, e farò il primo bagno, tutti gli scoli, al bagno e al lavandino, sfilati, e l'acqua sparisce subito appena io entro. io ho quasi finito la cura, già due giorni, non ci vado, e mi sento benone! Le scarpe erano nel baule, spero che Ivonne stia gia bene. [4] Ora Vittorio che scende, imbucherà per espresso. alla tua venuta vedremo anche per l'utilizzazione delle due cassette, forse sono troppa grazia Sant'Antonio, ma siamo in tre, e non si può mai sapere.. tutte le preziosi che potremo accumulare, qualche paia di scarpe fatte con la vera suola, qualche maglia di vera lana….
Scusami se scherzo, ma lo spirito e alto e tu sai la mia leva di sempre
Raffaele

[5] Devi venire prima che noi si parte per Roma. Siamo tre uomini soli. Ti abbraccio con Yvonnuccia, che ti tiene troppo […]


Missiva autografa.

Poscritto di Vittorio Viviani, figlio di Raffaele Viviani e di Maria di Maio.