27. Viviani, Raffaele a De Maio, Maria

?, 1 marzo 1942

I? Marzo. [1] Nu poco chiove!!, ma ma mo chiovene bombe, devastatrici…Un danno ovunque: telefonavo a te.. e in un ricovero di fortuna e di fortuna fu sul serio! caddero le grosse pillole, quasi in Piazza della Borsa e lungo il rettifilo, se sentivano con gli animi sospesi.. tornai a casa e vidi la grande folla nella fitta nebbia che guardava attonita, uno sguardo anch'io, vidi la prima rovina.. per fortuna la fulicolare non era stata colpita e baciai a terra, pensa, da giù a su, non c'è che lo scalone di Montesanto, in linea d'aria, per un aereo, tre o quattro secondi! Non avevamo gas, scendemmo alla cantinella nel terraneo dopo la funiculare e ci rifucillammo. stamane mi sono confessato e mi sono fatto la comunione. La signorina Minozzi ha voluto sapere se dopo Montebelluna ritornavo a Firenze, le ho detto che non lo sapevo, fa voti e vuol essere ricordata. Della targa non so niente: Cardoni per ogni sbocco.. tutti è pericolante, ma certo il vicoletto suo non appariva più, anche la bottega dei Ca[…] a non so che fine avrà fatto! || Abbiamo la luce del ricovero spenta due operai non ci hanno saputo mettere mano. Novi, si è quasi rifiutato pensando ai casi suoi, ho pregato gli "Oro" speriamo bene, ho fittato la cassetta al banco centrale una meraviglia di costruzione, ove sta il tesoro. ho dato tre nomi il mio, il tuo, e quello di Ivonne. 90 lire. per questa persona in più. Domani farò il trasporto e alla vostra venuta dovrete firmare. Con Buccina ci abbiamo parlato Vittorio gli ha espresso che lui la casa la vorrebbe per se, si è riservato per interrogare alla moglie, in ogni modo, se l'accordo benevolo non sarà possibile funzionerà la legge! Una lettera di Raffaele, dice che la mamma di Mario si deve muovere per far sapere che ciò che chiedo spetta per diritto dato il tempo che il figlio è lontano. Io chiamerò la Signora e […] la || 12.45
farò leggere. Botti o chi per lui non si fono fatti ancora vedere. la luce è stata messa e la casa è chiusa. Avevo pregato l'avvocato che mi avesse accompagnato con la macchina, per togliere la casciolella e portarla a sant' Antimo da mammà. ma telefono alla casa di qui e non ho risposta. Ho sollecitato il baulone per mettere anche i vestiti al sicuro perche, se sarà destinato anche la nostra casa, corre pericolo! ma Sant'Antonio non lo permetterà: "Ce ne stanno fatiche" questo lo sa anche Dio e non lo permetterà! Spedirò altro vaglia a Gaetano, ieri l'ho scritto e cosi l'altro a meta mese l'allarme sono le cinque || [2] ore 18!... Nulla di fatto, o meglio di malfatto. Luisella mangia solo la sera con me, verso le nove. Vita vuota, le bombe non riempiono la vita, spesso la tolgono!.
[3] ore 19
Con Vittorio, a radio spenta, parliamo di tante cose, che riguardano la sistemazione della nostra famiglia. che farà Ivonne? che farà Vittorio? che fara Luciana? che farà Gaetano? Gaetano farà il soldato, studierà avrà la sua brava laurea, si farà valere, si farà strada. Luciana deve avere, tanto per fare i genitori possidenti, una casa, un corredo, come primo appannaggio in vita, e non farci "resicare". Ivonne, ecco il più scottante problema, nulla ancora si è fatto!.. tutto da venire in un più o meno giorno, ma la guerra infuria, e ovunque le cose non sono chiarite, con l'aggiunta delle bombe che modificano per conto loro ogni più roseo programma! E noi? avremo il diritto di dormire un pò assieme in un cielo più sereno, più al riparo! tu che dice? baci Raffaele. || Cara. [4] Come seconda lettera del 2. primo Febb Marzo, che stamani alle otto sono venuto, come il martedì del Sant'Antonio, a farmi la comunione quando ho parlato con te, avevo l'Ostia consacrata nel corpo, e ancora mi sentivo più sicuro di me. Ho pregato per tutte le cose che sono nel mio cuore, e tra queste: "la famiglia, la casa. E oggi già un allarme bianco. [5] ore 22 stiamo sentendo l'Iris. Vittorio sta vicino a me, comme a nu guaglione 'e casa, si diverte con Tullia di cose che riguardano L'Iris mentre parla il Pizzetti, sta parlando delle sonate di Beethoven e nessuno l'ascolta ne io che scrivo a te. ed è arrivata Luisella, che ha portata la cronaca della sua prima serata: un allarme e una fermata di corrente, che il Disc[…] stava scarzo al primo atto e che "Tre Amice nu soldo" si darà quattro giorni.. (pane per noi tutti) || L'iris è una bell'opera di Mascagni. Domenica, che mi sentirò la messa ringrazierò Sant'Antonio per la pronta guarigione di Ivonnella, che povera piccola, trovava sempre qualche pelillo dint'a menesta […] , ca l'ho da scuccià sempe. Ma martunciello ca 'e […] 'a partita saparrà truvà 'o remmedio!
[6] Ore 23. La mia cura è quasi finito, lo scatolo di Teslaviron ha detto che lo fa a me, che è prodotto magnifico: già due volte gli ho detto del conto ma dice: si, e poi non se ne incarica sono curioso sapere che cosa costerà questa mia "rinascita" ma qualunque fosse la cifra, sarà sempre bene giustificato per il maraviglioso risultato: San Vincienzo 'a Sanità, il santuario di Santa Maria degli Angioli, La sola Madonna è rimasta al suo posto, quasi a mostrare che sta lì ad […] onta di tutto. Domani a mezzo giorno parlerò col Podesta, gli citerò il caso Bragaglia. || Frignani, mi darà due lettere ma mi pare che questo già te l'ho detto. a Roma ci andrò L'unedì venturo, spero che per quall'epoca sarai di ritorno sai anche io.. ho un pò di desiderio di dirti qualche cosa a quatt'uocchie. Penso che venerdi sabato dovreste stare quà, e se no ci incontreremo a Roma e sarebbe Meglio ancora.. senza incursioni.. senza all'armi. parleremo di tutto ciò che dobbiamo fare.
Vittorio sabato dovrebbe andare a Roma, è sfiduciato per le sacramentali cinquecento lire che i giornali accordano. io tento parlare con Lauro, se non sia il caso di un compenso più rispettabile a un giovine di valore! || [7] chiudo la mia epistolar missiva e vado a nanna. sempre c'è tanto spazio che mi mortifico rannicchiandomi all'orlo della soffice alcova.
Salutoni alle carissime sorelle dai figli belle, dalle belle faccie e dalle belle maniere tutta roba genuina come nasce e pasce al clima celeste di quella terra d'incanti
Raffa

Bisogna che tu vieni, perchè se no restiamo tutti e tre "appesi" padre e figli! Io debbo andare a Roma, così Viviani. E prima dobbiamo decidere di tante cose... Baci a Ivonne e a te
Vitt


Missiva autografa.

Alla fine del foglio 3 si legge: l'allarme sono le cinque La parte di testo è sottolineata dallo stesso scrivente; la scrittura qui è improvvisamente incerta, il corpo notevolmente più grande del resto del testo, segno evidente della sorpresa dell'attacco aereo segnalato dall'allarme. Poscritto di Vittorio Viviani, figlio di Raffaele Viviani e di Maria di Maio.