17. Viviani, Raffaele a De Maio, Maria

?, 18 agosto 1941

18 agosto
ore 15
Amore mio.
[1] Sono al caffè con Vittorio
ho già provato e mangiato. Aspettiamo il caffè, poi riposerò un pò, non sono stanco per niente. "L'ammalato" mi sta s[…] ando! ma stamane mi sono levato presto e stanotte sono andato a letto tardi. Mentre scrivo Saverio Procida e Signora, che sono qui per i bagni, mi hanno fatto feste. L'ammalato si eleva giorno per giorno, è piaciuto De Martino definito a quaranta lire, ritorna a Napoli per organizzarsi dopo il militare e farsi baule, sarà domattina qui per le prove, intanto queste sere qui terrò Vittorio, vuoi ridere? leggi questa nota di Tramontano che questa volta malgrado i suoi arrangements.. mi ha chiavato la carocchia. || Ma ho pagato e non rimpiango i miei soldi. [2] Cuore, amore mio, come ti penso, e quanto ti desidero. Ieri sera ho preso 95e lire, ma il pubblico imponente per qualità mi ripagò col suo entusiasmo. Stasera farò benone, il locale è pessimo, ma è il san Carlo di qui, ho visto per il tappeto, buono ma costava molto ho rimandato per trovare roba più leggera di qualità e di prezzo. Gioia, Rafeluccio te saluta. Sto buono e chisto è ô miracolo, che bella cosa. sento di adempiere bene e fortemente il mio compito,
baci a tutti.
Raff tuo
Cara mamma,
un bacio con molto affetto. Ricordami alla nonna e ai fratelli. Vittorio

Missiva autografa.

Poscritto di Vittorio Viviani, figlio di Raffaele Viviani e di Maria di Maio, aggiunto nel margine sinistro del foglio.