9. [Anonimo] a Vittorio Emanuele III di Savoia, re d'Italia

[s.l.], ante 20 marzo 1915

Re,
[1] come tutti i re, sintesi di merda, di cloa
ca, di ogni marcio sociale, accozzaglia di
tigri sanquinarie, di ladri sociali, di bu
giardi, gesuiti, furfanti, distruttori dello
umano genere, di ogni bene e progresso
sociale, defraudatori di ogni diritto, dilapi
datori del lavoro altrui, sanquisuche,
vigliacchi, che governate e regnate con la
frode e l'inganno e per l'opera di
altri vili, ciechi e venduti, assai
più cattivi e cloaca di voi; non voi vì
imponete, ma il cancro sociale di
cui siete il più turpe, basso e
schifoso esponente-
Fate pure le guerre, massacrate fin
che potete. [2] L'epoca attuale prepara
la vostra fine, del vostro potere, dei vostri
privilegi, dei vostri cagnotti, perché
la strage e la distruzione cambierà
la filosofia di pensare e sentire; aprirà
gli occhi alla vera luce, Tutti gl'inabili,
gli orfani, le madri, le vedove, i padri
giudicheranno il passato, il presente
e il necessario avvenire, e la necessità
farà la vostra condanna, aspettatevi
dopo la guerra il governo dei morti
improduttivi e la rivoluzione stermina
trice, che privo di uomini e di mezzi,
non potrete più impedire. [3] Non vedrete
opera di sette, ma furore di popoli.
La vostra ambizione prepara non il
maggior potere, ma la sua fine.
Ma, se tutto è ruina, abbiate al
meno cuore; entrate subito in guerra.
Che aspettate, gran mortufo becchi
no? Non vedete la Germania e
l'Austria e le Nazioni come vi giudi
cano col vostro pietoso e ridicolo
governo? A che fa chiacchiere
la vostra assemblea di pagliacci e la
dri e farabutti nazionali?
La vita è lotta naturale di vera
distruzione. Se avete ambizione e
cuore, fate breve-
Bando alle inuti
li convenzioni e ai riguardi. [4] Ogni
diritto sta nella forza ed è tanto per
quanto si può. Nessun dovere esiste
al presente di guerra fra ladroni. Essi
possono spogliarsi bene fra di loro-
Andate subito prima a Berlino
e poi a Vienna. É à Berlino il
vostro vero nemico, che tende al posses
so graduale del Uomo- Ma… se
fate la guerra, non lo umiliate, ma
sterminatelo per la vendetta sociale.
Così vi si potrebbe perdonare di esse
re Re. Fate però ora e poi sempre bene,
senza più fare impiccare e morir di fame
la gente.[5] Abolite di prepotenza i
monopoli, che portano via tra pochi
tutti i beni sociali; fate la proprietà
di stato; abolite i prvilegi e sarete
veramente il re generoso, buono e
cavalleresco. Date sicuro lavoro e
mezzo a tutti di vivere e sarete
tranquillo. Questo chiede il popolo
coi suoi sacrifici, tenetelo bene
a mente e nei fatti, perché oramai
si è stanchi di mali e di lusinghe.
Un amico vostro nel vero e nel
bene
Chi vi scrive la presente è
un vile vostro nemico. ||

Missiva autografa.

allegati: Min. Real Casa 20 e 26 marzo 1915; Min. Int. 25 marzo 1915; Pref. di Roma 17 aprile e 13 maggio 1915