2. [Anonimo] a Vittorio Emanuele III di Savoia, re d'Italia

[s.l.], ante 26 marzo 1914

Sire affamatore,
[1] Sono 10 anni che i cittadini Romani sono affamati
e derubati dai padroni di casa, senza che il vostro
Governo abbia mai fatto nulla per miticare se non
togliere questo stato di cose. La classe piu rovinata
e più angariata è proprio quella degli impiegati
ai quali viene tolto la metà del magro stipendio
solo per la casa! 35, 40, 50, Lire a camera!…
[2] Cosi non puo durare ed è perciò che vi
indirizzo la presente a cio oblighiate il vostro
governo, composto di farabutti e ladri, con leggi
o con ogni altro mezzo, qualunque esso sia,
(anche con una indennità per tutti come fù
fatto dopo il 1870.) a provvedere immediatamen
te, altrimenti i vostri giorni di vita sono con
tati. [3] Badate che chi scrive è un impiegato
che ha deciso di essere utile a tutti gli altri
e che non ha paura e non è il solito a
narchico conosciuto dalla questura e
che può essere tenuto d'occhio!… Nessuno
sa delle mie intenzioni e quindi potete essere
sicuro che io riuscirò certamente. [4] Vi do tem
po due mesi a ciò il vostro governo prenda tutti
quei provvedimenti atti a risolvere la crisi degli
alloggi; come aumento di 30.40 milioni alla
coperativa impiegati, da impiegarsi in blocco
in costruzioni distribuite equamente per tutta Roma
- esonero della tassa per 10 anni almeno senza
alcun vingolo a tutti i costruttori: costruzione
rapida di tutti gli uffici pubblici: impedire la
venuta di altri uffici a [5] Roma e mandar via le
Ferrovie: aumento del 10% sulla tassa delle aree
con esonero premio a chi comincia a costruire subito.
Se non farete prendere, tutti questi provvedi
menti, ripeto, ritenetevi morto. Anzi per far
vi vedere che dico la verità, vi dirò che io possiedo
un'arma di precisione che a 100 metri, la palla
fora ancora una tavola, è una piccola carabina
americana, che voi conoscerete certamente.[6] Il
colpo si sente appena, ed è coperto dai
rumori della strada e non fa fumo. Dalla
mia abitazione io vi posso prendere di mira
quando passate (e spesso siete obligato a passarvi) voi
e qualcheduno di vostra famiglia!…
Supponete ad esempio che dovete passare in V.
Nazionale e che io ivi abitassi in una casa qualun
que. [7] Da una finestra mascherato con vasi di fiori
o a perziane socchiuse, io vi potrei prender di
mira e sparare senza che nessuno si avve
da da dove sia partito il colpo, di un Flobert
ad es. E quando arriverà la polizia oh!
il Flobert sarà sicuramente introvabile!…
Ma per farvi ancor più persuaso io vi dirò
che da dove vi posso sparare sono in con
dizioni molto ma molto migliori e…
forse ve ne darò qualche prova.
[8] Dunque siamo intesi; se la canaglia
del vostro governo non provvede io manter
rò la parola. Vergognatevi di succhiare
milioni colla lista civile e godere mi
gliaia di camere al Quirinale, mentre tanta po
vera gente che lavora è derubata del pane
dai padroni di casa vostri protetti!…
Vergogna! Disonore! di un
governo civile! Ma la paghere
te! Manotengoli di ladri. ||

Personale, riservata
A S.M. Vittorio Emanuele III
S.A.M.


Missiva autografa.

allegati: Min. Int. 26 marzo 1914; Pref. di Roma 15 maggio 1914