18. [Anonimo] a Vittorio Emanuele III di Savoia, re d'Italia

[s.l.], ante 5 luglio 1916

Cara regina [1] come
cifai resta inostri
figlio immezo alla
strada cos tidobiamo
far resto anche at
sconflitto se non
lafeniscia inquesto
meso saranno anche
quai per voi veniamo
atrovarvi che voi
voleto godero lavitta
caminando nei treni
per tutto leparte enoi
dobiamo rimanero
ifiglio immezo alla
strada anche a voi
vifaremo staro
con idispiacero fina
alla mortta penzaci
penzaci beno che
anoi non cinbortta
che voi volete prendero
Corizio e triesto quando
anoi ciavetto lovate
lavito cherestano
ifiglio inmezo alla
strada pogo cinifotta
anoi [2] penzaci Beno
penzaci beno diquesto
che lapasereto male
suquesto fatto che vostro
marito dov si trova ladamo
atrovare quando puro
vostro figlio
per farve resta anche avoi
con igrandi dolore
Come tante tante
madre di famiglio anche
ai ministri abiamo con
servato puro questo compli
mendo che noi diquesta
letera non mica uno
solo sam cendinai di
per sono che dobiamo
fare questo complimendo
avoi regina elofaremo
senza dubio statte sicuro
diquesto noi sapiamo vostro
marito non c perquesto
lofai saparo che sia cordo con
lenazione penzaci beno
epenzaci beno su questo
fatto
[3] ti scrivo questa letera
per darte notizio di
farlo finito per questa
guerra s non lafenita
questa guerra lafinimo noi
Come dai queste sconfitto
atando famiglio titobiamo
far resto anche at
che fate morire tandi
padri di famiglio Cara
regina fatello sapero
a vostro mari il nostro r
che como leva lavita
a tando Padro di famiglia
Cos dobiamo lavaro
avostro marito condutto
il tuo figlio ||

Al Signor il.mo Vittorio e Manuele III Nostro R di talia
Roma


Missiva autografa.

(Palestrina 5.7.16 - Roma 5.7.16) allegati: Pref. di Roma 2 agosto 1916; Min. Int. 6 agosto 1916; Ministero della Guerra 7 ottobre 1916