16. [Anonimo] a Vittorio Emanuele III di Savoia, re d'Italia

[s.l.], ante 6 febbraio 1916

[1] L'esenzione dal richiamo dei ferrovieri ha sollevato
un coro di proteste, giuste alcune altre no-
Anch'io, appassionato più che altro della giustizia che
sembra specialmente in questo momento fugata da
ogni disposizione emanata, voglio dire la mia.
Domando è lecito, è giusto, è savio, in questo mo
mento che ogni attività dello stato deve essere intensi
ficata, che ogni branchia è assillata da maggiore
lavoro, disorganizzare gli uffici?
[2] La mobilitazione generale che fra breve sarà cosa fatta,
ha reso spoglio la maggior parte degli uffici, dei miglio
ri elementi, con grave danno degli uffici presi
che si vedono arenati in ogni lavoro
Esimere dal richiamo i militari impiegati dello Stato,
Oibo! sarebbe antipatriottico, dannoso esempio per
le masse! Ma dico io non si potrebbe almeno
per le classi, della territoriale, anziane
quelle che data l'età non possono prestare che un limi
tato servizio, fare che pur essendo sotto le armi,
ognuno continui a disimpegnare le funzioni del
proprio ufficio? [3] Rinsaldare le funzioni dello
Stato, mi sembrerebbe precipuo dovere di chi dirige
la cosa pubblica, se non vogliamo vedere presto o
tardi gli uffici disorganizzati cadere nella più comple
ta anarchia, disorganizzazione, anarchia favorita dal
disagio economico che assilla gl'impiegati che non han
no alcuna risorsa per fronteggiare l'enorme rinca
ro della vita. Ma si pensa, si considera tutto questo? ||

A Sua Maestà Vittorio Emanuele di Savoia Re d'Italia
Roma


Missiva autografa.

(Roma 6.2.16) allegati: Min. Real Casa 13 febbraio 1916