15. [Anonimo] a Vittorio Emanuele III di Savoia, re d'Italia

[s.l.], ante 14 gennaio 1916

Maestà
[1] Il voto effettivo, sin
cero dei 34 milioni d'Ita
liani è che la guerra finisca.
Le famiglie sono decimate,
le fortune rovinate, i provve
dimenti reali o vicereali oppri
mono, le leggi della camera
summergono; - e i fini della
guerra (di discutibile, deli
cata e difficile attuazione)
si dovevano raggiungere per
altre vie: i diritti di quel genere
si chiariscono sotto l'azione del tem
po e degli eventi normali; chiari
ti, s'impongono da per loro con
forza ineluttabile. [2] Non abbiamo vo
lontà di dilungarci. Ma la storia è
la più eloquente dimostrazione del
concetto cui alludiamo.
Finire la guerra non è in
potere di un re, né di un mini
stero; ma sia l'obbiettivo verso
cui si sforzi, e re, e ministero
partendo dal punto di vista che
gli oneri della guerra hanno
schiacciato e ridotto in atomi
il popolo. Figurarsi, se può
reggere a nuove torture!
Un gruppo del popolo
bene addentro (perché a contatto
di chi parla sincero e di chi
senza parlare s'esprime col
linguaggio incontrovertile dei fat
ti) del modo di vedere generale ||

A S. Maestà Vittorio Emanuele III
Roma


Missiva autografa.

(Roma 14.1.16) allegati: Min. Real Casa 29 gennaio 1916