6. [Anonimo] a Orlando, Vittorio Emanuele

Ancona (AN), 5 novembre 1918

A Sua Eccellenza Ministro dell'Interno di Italia.
[1] Onore a Vostra Eccelenza sia se l'Italia prima di Francia tripudi per l'attuazione
dei suoi secolari desideri, animando alla resistenza sulla fede, alla speranza, che,
il benedetto Dio del Cielo in sempiterno, coronò in modo evidente di sua specia
le protezione, graziosamente le brame; Grazie, grazie di cuore ad ambedue con
tutti i Duci ed esercito Italiano. [2] Viva! Viva!
Roma attende altro prodigio compiersi in lei, con tutti i ben pensanti Italiani, per
la grandezza, prosperità, pace d'Italia; e ciò il buon Dio con noi, compirà
per l'Eccellenza Vostra, se vorrà, se veramente scesero dal Cielo al cuore di una
povera, semplice remita, verso l'anno 1898 le seguenti parole, additandole due
Potestà in Roma fra loro discoste, divise fra una turba di popolo furente scom
pigliato, [3] "Vedi, Mosè ed Aronne: il Pontefice e il Re d'Italia: É necessario si riu
niscano, vadino d'accordo per il bene di questo popolo.
"
Leviti or molto privi di Spirito Santo, fatte le debite eccezioni, ordiranno guerra, se
non apprezzati, o meglio non, protetto il loro ministero di Santità? Contentati!
Ama ogniuno il denaro, il potere oggi piu che mai! [4] É così? A quali conseguenze?
Nazione Italiana auguro sia più grande delle altre del mondo per la sede di due poteri
distinti di Giustizia l'uno, di Santità mondiale l'altro, bene uniti e concordi.
Dio Padre Cieleste, amatore degli uomini coroni i vioissimi desideri, che Vostra
Eccellenza non credo disapprovi, anzi avrà pensato come attuare meglio.
Onore e vanto sia di Vostra Eccellenza, gran Ministro amatore d'Italia!
Una vecchia sincera Italiana.
D'Ancona, 5 Novembre 1918. ||

A[…] […]
[…] Ministro dello Interno
Roma


Missiva autografa.

(Monsanvito (Ancona) 6.11.18) allegati:(?)