3. [Anonimo] a Regina Elena di Savoia

Terni(TN), 11 agosto 1918

SUA MAESTA' REGINA ELENA DEL MONTENEGRO
[1] Mi perdoni della libertà che mi prendo ha scri
verle, ma date tutte queste barbarità che si
vedano e si sentono non ho più potuto trattener
mi. Andiamo per i quattro anni di guerra e anco
ra non vi è nessuna risoluzione per la pace,
quindi, che si pensa di fare? ancora non basta
no le vittime state fatte di tanti poveri gio
vani e padri di famiglia in questa sterminatrice
guerra? Ora non si tratta più di guerra civile
ma bensi di sterminio di uomini essendone stati
troppi.[2] Ancora non basta di fer piangere tanti
padri madri, spose, fratelli e sorelle? Lei come
madre di famiglia, pensi, si esamini la sua
coscenza che cosa vuol dire la perdita di un fi
glio che è il sostegno della famiglia.
Quindi facci del tutto, giacché nessuno ci pensa
di far tornare la tanta desiderata pace e fa che
cuesti pochi figli rimasti ritornino alle loro ca
ri famiglie.[3] Invece di tenere questi imboscati
a sollazzare e a beffeggiare per le città i mili
tari, che pensino a mandarli al fronte a fargli
provare che cosa è la guerra e che diano il cambi
o agli altri che dal principio della guerra sono
a soffrire sui monti tra la neve e le tempeste di
acqua e di granate. I nostri figli, non sono come
gli altri? perché devono eistere tante parsialità
forse noi non abbiamo sofferto per allevarli co
me i loro genitori?[4] Quindi mi raccomando a lei di
prenderci riparo a queste barbarità e di far ter
minare questa maledetta guerra prima che sia possibile
Chi l'ha scritta è un padre di famiglia che ha i figli
militari e uno caduto ultimamente al fronte un fiore di
gioventù e di bontà per gusto dei barbari assassini che
hanno voluto la guerra.
Terni 11, 8 1918. ||

A sua Maestà Regina Elena del Montenegro Palazzo Reale
Roma


Missiva dattiloscritta.

(Terni 11.8.18 - Roma 15.8.18) allegati: Commissariato P.S. presso la Real Casa, S. Anna di Valdieri 19 agosto 1918; Min. Int. 26 agosto 1918; Pref. dell'Umbria 10 ottobre 1918