8. [Anonimo] a Vittorio Emanuele III di Savoia, re d'Italia

[s.l.], 8 dicembre 1915

A sua Maesta Il Re D'Italia Vittorio
Emanuele 3º
[1] Il popolo di riomarina Isola dell'Elba; fa istanza
alla S.V.I. dichiarando quanto segue.
Siamo certe, che bene sa, che contano già sette, lunghi misi,
che la nostra Italia, ha dichiarato guerra; la quale in questo
periodo di tempo, ha mandato a sterminio, miglioni, e migliaia
di vite umane.
Ed è perciò che noi povere donne, esendo rimaste in balia
della sorte, col più crudo dolore, che ci spezza il cuore; nel sapere
che in quelle terre arse di sangue Italiano, ci habbiamo, i nostri
figlii, unito hai fratelli, e mariti, siamo costrette a rivolgersi a lei
conoscendolo sensibile, e buono, col dire, che ora dovrebbe terminare, questa
enesurabile lotta fraterna, e più non fare versare sangue umano, in
quelle vette, ricoperte di neve.[2] Sono i lamenti dei nostri cari
che trovandosi oppressi, e stanchi, chiedono pace, e riposo, che hanno
permesso, avendoci impietosito il cuore di rivolgersi a lei, bensì la nostra
mente, non sia infondata da molta intelligenza!
Sono i nostri figlii che invocano il loro padre, forse già ucciso
dalla lancia nemica, che ci fa inorridire!!…
Dunque, lei tanto buono, abbia pietà di questi miseri, che in oggi
si trovano allanguire in pericolo di vita; invochiamo a lei il giorno
della pace, concludenda, che alla nascita del Divino Redentore
del mondo risolga.[3] Anche noi, siamo state orgogliose, che i
nostri cari, combattessero, per la grandezza della nostra bella Patria,
ma ora troppo sangue è sparso, e percio basta!…
Il grido della pace, ci sorte enesurabile, dal nostro petto,
e perciò lei tanto caritatevole, invochi i nostri pregi, e sia
la pace con noi.
Maestà! Abbia tenerezza, dei nostri poveri
soldadi, stanchi dei combattimenti, irrigiditi dall'immenso soffrire,
causato dal freddo! Abbia pietà di quei miseri, che in oggi,
sono abbrandelli, le sue vesti, macellata la sua vita, dall'infame
straniero, e perciò pace, pace, gridiamo per loro.
Tralasciamo di scrivere, avendo fiducia in lei, che Habbia a esaudire
la nostra suplica.
Lo ringraziamo anticipatamente
Firmandoci tutti uniti, i cittadini di riomarino il dì 8
Dicembre 1915 ||

A Sua Maestà Il Re Vittorio Emanuele III
Re D'Italia Nel Palazzo Quirinale
Roma


Missiva autografa.

(Rio Marina (Livorno) 9.12.15 - Roma 10.12.15) allegati: Pref. di Livorno 24 marzo 1916