5. [Anonimo] a Salandra, Antonio / Vittorio Emanuele III di Savoia, re d'Italia

[s.l.], ante 7 settembre 1915

[lettera con disegno di due busti]
Salandra Ré e Vittorio manuele 3º Savoia.
[1] Cadurna alla
testa di tutti ladri
D'italia. però pigliate
il nome dei capi ladri
esurpatori di sostanze e sanguo
umano.
LADRI
DI GIORNO
O Vero
assassini di
strada
Morte a Ré con tutti
i suoi successori reali
dunque Ganbetta; ti piace queto piano di guerra!
tienne conto. qusto e il vero teotro[2] Sull'isosonso
presentatevi vojaltri colle vostre false medagle e
acquistate a rubare, e non mandate quelli che non sono ladri.
ill'adro dovete farlo da voi, e guadagniarla la mercie
allora vedete qunto costa, e non fare vittime di galatuomini e poi farvi
padroni della Roba predata.
Siete più che ladri Donche lo chiamate; sul campo
donore! sbagliate, dite sul campo di verghognia, e di ignoranza.
[3] Brutti Assassini…
nò RÉ ma capo
dei ladri
Vittorio manuele di
Savoja con
tutti i suoi
Reali Successori
famigla associata
scorettibile, socetà
d'ignoranza e
d'infamia;
vera banda
di ladri e
d'assassini
Son tuo
Rabagass'e
(di traverso sul foglio) alto là
paradiso D'amore
auguri a sua Maestà vittorio emanuele
Salandra
Cadorna e
lo Stato Maggiore
Conte di turino e
duca dell'abruzzi
Savoja ||

Missiva autografa.

(Signa (?)) allegati: Min. Real Casa 7 settembre 1915; Min. Int. 15 settembre 1915; Min. Real Casa 8 ottobre 1915; Min. Int. 12 ottobre 1915; Pref. di Firenze 13 ottobre 1915; Min. Int. 18 ottobre 1915; Pref. di Firenze 21 ottobre 1915; Pref. di Firenze 13 novembre 1915