23. [Anonimo] a Vittorio Emanuele III di Savoia, re d'Italia

[s.l.], 17 gennaio 1918

R.. Italia 17
1
1918
[1] O: Ministero della guerra
Non s'illudano che questi avvertimenti
che noi facciamo e, abbiamo fatto altre volte per mezzo di queste
lettere a voi, vengono emanate da fonte socialista oppure cattolica;
No! E il poppolo stesso che le emana perché, stanco del loro modo d'agire
e vuole assolutamente la pace. Se questa non avvenisse entro poco tempo,
il poppolo e costretto di diss'impegnare in modo assoluto ciò che ha promesso.
[2] Quando traffitto tu sarai, in mezzo al cuore,
e l'Italia vedrai portata alla completa rovina
Allor tu dirai: Ho tardato troppo,
dovevo pensar molto e non poco.
Ciò che avverà di voi infame traditore dell'Italia e del popolo; avverrà
pure della vostra generazione e di tutti i vostri compagni membri che formano
il ministero della guerra."
Il poppolo e S:
Il Capo
R.. R.. ||

Missiva autografa.

(Firenze 16.1.18 - Roma 17.1.18) allegati:(?)