22. [Anonimo] a Orlando, Vittorio Emanuele

[s.l.], ante 12 gennaio 1918

Signor Orlando
[1] Si comprende bene che questa
guerra e stata per distruggere
un po di poveragghia?
Ma se e proprio vero che anno
questo pensiero anno fatto
proprio male perche se ora
e morto la bassa gente ma
verra un giorni e non sara tanto
lontano se non fanno cessare
la guerra che morirete anche voialtri
mascalzoni e credete che anche
per voialtri e ridotto proprio
male perche siè visto bene che
questa none guerra da questi
e di distruggere ma vesaspetto
alle volazzioni quanto venite a ri
catare i popoli con farli acredere
tante gabole e con cinque lire
ci compirari ma ora, ora non
sara come le volte passate
vogliamo abbasso le camere e
viva ai socialisti e abbasso i
catolici che siete peggio che la
narchia?[2] Perche che unque
bestia sarrebbe stonza e si sen
tirebbe pentito di tutti i fra
gelli che anno fatto fare
contro la povera gioventu e
poi se ne stanno alla camera a fare
certe discussioni proprio da per
sone svergognate un vevergogna
te addiere che volete la vitoria e
che volete respingere il nemico
ma cocché con questi raggazzi del
novantanove che li tenete in trincera
che sono sempre a terciare che anno
fame e che non ci possono resiste
re dal freddo e vitici voialtri mascal
zoni si rivolete il teritorio ullovede
te che unuomo per bene non ce lete
più chi disertori chi prigionieri
io ulloso chi veda il coraggio di dire
certe cose ni gia se voialtri sti
masse le parole non ci stareste
costi come late ma siete disonorati e non… ||

Onorevole Signor Orlando Deputato Al Parlamento Della Camera
Roma


Missiva autografa.

(Arezzo 12.1.18 - Roma 24.1.18) allegati: Pref. di Arezzo 6 febbraio 1918

la lettera si interrompe