17. [Anonimo] a Vittorio Emanuele III di Savoia, re d'Italia

[s.l.], ante 7 luglio 1917

Eghregio Signore
[1] Sono 2 anni che
la nostra Italia è inguerra, e ancora
non vediamo risorgere nessuna scintilla
di pace… Migliaia e migliaia di padri
e di giovani sono caduti, per la patria
e ancora nessuno si muove a compassione
nessuno, non ha punta umanita di
far cessare, questa Tremenda guerra…
vi prego Signore anche voi di avere, unpoca
di compassione verso Tutti, che da Tanto
tempo soffriamo. attendiamo la pace, ma
inutile è il nostro aspettare…
[2] Certo non Sarete voi quello che conterete
ce ne vorranno altri, ma credo che la
vostra parola sarà quella che conterà
più di Tutti… I nostri poverini è da
tanto Tempo che si Trovano in Trincea
e voialtri regnanti, ne state tranquilli
nei vostri palazzi, ben serviti da servitori
elloro invece stanno penando innanzi
al nemico, sempre col nome della
morte in dosso… Quanti orfani quante
vedove, quante madre piangono la
morte del loro figlio…
Credete ne siamo molto stufi e se
Termine poco Tempo non sarà
finito Tutto ne renderete buon conto
Tutti.[3] Questa cosa vi resterà cara
Ora Si incomincia a far Teste
Con stima vi Saluto
e capite quello che vi ho detto
Dunque avete capito?
Se presto non sarà finito Tutto non fate
più conto della vostra Vita. Se avremo
grazia di vedervi per le città oppure per
i viali vi si farà come a vostro
padre
Saluti
Mancanza di francobolli Scusate ||

Sua Maestà Il Re Vittorio Emanuele III Di Casa Savoia
Roma
Urgente


Missiva autografa.

(Amb. Firenze-Roma 7.7.17) allegati: Pref. di Firenze 7 settembre 1917