12. [Anonimo] a Vittorio Emanuele III di Savoia, re d'Italia

[s.l.], 13 marzo 1916

13 Marzo 1916
Sacra Reale Maestà
[1] Soltanto il bisogno più
urgente, la necessità più imperiosa
mi costringono a rivolgermi al carita
tevole cuore della M.V. mai non
avrei osato farlo, se non fossi costretta
da una questione di vita o di morte.
É un'anno che sulla nostra
Italia si compie una guerra accani
ta, miglia e miglia di vittime si
succedono al giorno, la morte e divenuta
cosa comune. Oh! Maestà! É pur
terribile cosa per il cuore di una
madre![2] Pensate che i figli invocano
i loro padri, che mai più faranno ritor
no al patrio focolare; siamo in mezzo a lutto alla miseria, siamo nelle più
squallide desolazioni, a chi rivorgersi
se non al nobile cuore di V.M.?
Abbiamo provato le preghiere,
ma neppure queste valgono a niente,
siamo da tutti abbandonati, siamo come
in un mare burrascoso senza nocchiero,
senza scorgere la stella che additi una
via di pace.[3] Mi si è consigliata di
rivolgermi al cuore benevolo ed all'illumi
nato intelletto della M.V. Vi suppli
chiamo in nome di Vostra madre
per il suo nobile e generoso cuore,
Vi preghiamo in nome di tante e
tante madri che attendono i figli suoi
Vi supplichiamo in nome di tante
spose, infine di tutti questi cuori
oppressi stanchi dal dolore. A Voi
Sire o Maestà affidiamo il nostro
avvenire. Ed è con cuore fidente e con
devota riconoscenza che ne anticipo alla
M.V. l'espressione della mia più
profonda gratitudine, mentre col più
profondo rispetto mi dico
della Maestà Vostra
Obbedientissima e fedele
suddita ||

Alla Sacra Reale Maestà di Vittorio Emanuele III
Roma


Missiva autografa.

(Pontedera (Pisa) 13.5.16 - Roma 15.5.16) allegati: Min. Real Casa 25 maggio 1916; Min. Int. 28 maggio 1916.