11. [Anonimo] a Vittorio Emanuele III di Savoia, re d'Italia

[s.l.], ante 5 maggio 1916

gambetta o tamburo il scimonido vittorio emanuele 3. Savoia
[1] Mal Nato, scornato animal porco infame
traditore menzognero.
Sempre Capo ladro della Banda italiana
dimmi come tu fai a presentare codesta brutta faccia, tanto t
che quell'adro di Salandra, el' porco di Cadurna, con tutto il resto
Compreso tutti Generali Colonnelli, tenenti Colonnelli, Maggiori, Capitani,
tenenti e Sottotenenti; cio non dimentico il Conte di Turino il duca dell'abruzzi
Capisci Gambetta o tamburo Siete tutti ladri assassini del giorno
Ancora peggio di quanti n esistiti in tutta[2] L'europa tu porti la bandiera
Decorata di ladro e d'assassino. t Siei il vero Tibursi
Dunque Savoja di Sardegna e n dell'ellaltre regioni prima di chiamarti r
devi imparare a farlo ai sempre bisogno di scuola, finire di crescere
tu ai il giudizzio troppo vicino al buco del culo ti puzza di merda, non poi essere buono
a essere
R tu siei un ladroncello un morcolone d tenerti in galera.
non vedi quanti disgrazziati t fai massagrare t dici che mojono sul campo
dell'onore, none cos; sul campo d'e ladri.
[3] Non vedi ai messo tutti alla fame, S non facevi guerra potevi dirti Glorioso
godevi la pace; colla tua Guerra Siei un ladro te e tutti i tuoi reali
successori avete rovinato litalia assassinato i popoli per non avere pi bene mai
Vergogna per casa Savoja
Se questo non v a Vittorio, chi lo legge pi ladro di lui ||
[4] Gambetta
te nell'in altitalia a rubare
tua mogle a fare la
puttana a ROMA ||

Missiva autografa.

allegati: Pref. di Firenze 5 maggio 1916

il comma numero 4 scritto sul retro della lettera