6. [Anonimo] a Vittorio Emanuele III di Savoia, re d'Italia

[s.l.], ante 15 maggio 1916

Maestà,
[1] La nazione dà volonte
rosamente tutta la propria
energia e la propria attività
per la Guerra.
Non à lesinato e non lesine
rà certo i mezzi, ed disposta
a qualunque sacrificio com
preso quello della vita d pro
pri figli, pur di raggiungere
lo scopo desiderato.
Non si trovano più i
grandi fanatici, ma neppur
quelli del desiderio discorde.
Ci si constata sia nei luo
ghi pubblici che privati e spe
cialmente durante i viaggi
ferroviari, e tutti dimostra
no un solo desiderio: vincere.
[2] cosa ammirevole e com
piacentissima.
Non si sentono che alcune voci discorde, non
nel fine, ne nel non essere disposti a sacrifici,
ma a notare che purtroppo alcuni Italiani
sono stati colpiti dalla sanzione delle leggi Mi
litari e dà Decreti in modo, non solo rigidissimo,
ma sorprendente ed impressionante perché si
ritiene che i colpiti hanno fatto cose che si rite
nevano lecitamente vantaggiose, in molti casi, allo
stato.
[3] In parecchi casi sono accaduti casi disgraziati
a persone cui la nazione doveva e deve molto;
eppure, insieme alle loro famiglie, vivono nelle
ansie e nel dolore di accuse o condanne; accuse
e condanne che nella coscienza onesta di molti
si ritengono immeritate,
perché nel momento dei fatti
commessi, non sapevano, ne
ritenevano di commettere azione
colposa.
[4] Se Vostra Maestà calmasse
tali dolori, non ne avrebbe
solo la gratitudine degli interes
sati, e loro famiglie, ma
quanto bene ne avrebbe la na
zione, la quale non avrebbe
più motivo d'impressionarsi
di certi casi dolorosi di cui
ogni tanto se ne sente, con
pena, parlare.
In avvenire si sia anche
più rigorosi verso chi, già
conoscerebbe e saprebbe come
vanno interpretati certi
Decreti, o Leggi.
Fra poco verranno anni
versari che sarebbero tanto
opportuni ad atti di Clemenza
e N.M. che à tanta intelligenza e
tanto cuore veda se non sia il caso di
approfittarne per fare opera buona ed
in certo qual modo anche equa.
Uno che desidererebbe
l'unione sacra di tutti
gl'Italiani meritevoli
di essere tali. ||

A Sua Maestà V.E. Re d'Italia
Zona di Guera


Missiva autografa.

(Bologna 15.5.16) allegati: Min. Real Casa 25 maggio 1916; Min. Int. 28 maggio 1916