5. [Anonimo] a Vittorio Emanuele III di Savoia, re d'Italia

[s.l.], ante 5 giugno 1916

[1] Una quantita di madre
efigli che piangeno i loro cari
Alei Ecellenza nostro
Re di Talia gli chiediamo la
sua grazia. Lei deve bene
riflettere cosa penza di non
concedare la classe del 76.
uomini vecchi cadenti pieni
di figli che piangono notte edi.
Mentre tiene acasa delle
Classe molto piu giovini
chesono stati appunto loro che
anno voluto la guerra
[2] Eppoi sono fori di mobilitazio
ne. quanti e quanti
giovani cinesono ancora
fra queste caserme eritirare
questi poveri vecchi cadenti
dalle trincee.
Duove icomandi dei Regi
menti quel servizio teritoriale
duove nanno messo?
Vergognia.
Il popolo e
Molto stanto lei faccia
questo chevedera piu calmo
[3] Perche e unsacro dovere.
Cia tanti di quei
soldati che nonna nemeno
duove metterli bene si vede
fra queste caserme. con affetto
I piu gentili Saluti e una
grande vittoria
Molte Madre strazziate
E moglie e figli dei poveri disgraziati
Lo preghiamo Conpreghiera di questa grazia
Senza fare fracasso perora ||

Illustrissimo Signor.. Ecellenza Vittorio Emanu‹ele›
Re Ditalia
Zona di guerra
Urgentissima


Missiva autografa.

(Bologna 5.6.16 - Posta militare 7.6.16) allegati: Min. Real Casa 21 febbraio 1916