19. [Anonimo] a Orlando, Vittorio Emanuele

[s.l.], 1 agosto 1918

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SIGNOR MINISTRO,
[1] Poich i giornali annunziano che fra qualche girno avrÓ
luogo un consiglio di ministri, mi permetto di presentarle
una questione di capitale importanza che interessa perso
nalmente tanto lei come i suoi colleghi di governo.
da oltre tre anni che il popolo fu, condotto con ogni
spece di mensogne e turlupinature sul baratro della fame e
della schiavit¨. [2] Pi¨ volte ha cercato, questo popolo, sem
pre umile e paziente, di far sentire la sua voce invocando
pietÓ e misericordia nella forma pi¨ dignitosa, ed altret
tante volte dalla forza brutale di cotesto governo gli
stato soffocato in gola il grido estremo della esasperazio
ne. [3] impossibile ora-mai di manifestare qualunque senti
mento pietoso, poich la pietÓ per cotesto governo non pu
essere che una parola astratta e priva di senso ed inuti
le ripeterle che si cerchi colla buona volontÓ una via d'ac
comodamento fra tutti i belligeranti, ridonando la vita e
la pace alla nostra nazione, giacch troppo evidente che
vi siete prefissi, come solo ed unico scopo della guerra,
la distruzione degli uomini.
[4] Continuate pure in questi scopi loschi ed ambiziosi,
ch l'ora suona per tutti! Ma ricordatevi che un giuramen
to solenne lega oggi il popolo oppresso e macellato:
"LA VENDETTA"
SarÓ spietata vendetta quandanche dovesse restare un
solo uomo. E le donne, e gli stessi ragazzi vendicheran
no i loro sposi e padri perduti, lavandosi le ma
ni nel vostro immondo sangue. Avanti pure! La sfida
lanciata. Questa l'ora vostra, affrettatevi, accele
rate la distruzione, poich si avanza l'ora per noi.
VOSTRO
VINDICIO ||

Missiva dattiloscritta.

allegati: Min. Int. 16 agosto 1918; Pref. di Bologna 26 ottobre 1918 e 7 novembre 1918; Questura di Roma 4 dicembre 1918