11. [Anonimo] a Vittorio Emanuele III di Savoia, re d'Italia

[s.l.], 19 agosto 1917

19-8-17
Maestà
[1] Ne pagherà la vostra vita
se non farete publicare sul giornale
domenica del coriere la prossimaventura, la
risposta di queste domande.
Mi sento in dovere di farle comprendere i miei
propositi i quali credo giusti assai; che mi
costringe cos sono le mie tristissime condizioni
causate dall'imane flagello.
Lo so che voi siete re dipendente ma per
immagino che se voi vi presentate al consiglio con
dei bei propositi e necessari alla popolazione siano
ascoltati e rispetati.
Perché dunque fare la guerra in questo
senso? perché non prende la briga di mettere
a posto gli affari il capo il direttore di questa
popolazione? allora s l'onore a lui. [2] Se di queste
nazioni sono i popoli che vogliono la guerra, perché
il capo non dice facciamola, prepararle armi e
munizioni e avanti solo i volontari.
fare cos amici e nemici e allora si vede qual la nazione più
patriottica, e non chiamarli sforzatamente e poi
il ricco perché hà avuto il mezo di studiare imboscarlo
anche dove non c necessità e poi pagarlo in quela
maniera l. Il povero che ha sempre passato la
vita affaticata e mal cibata lo sacrificate anche
sotto le armi a fare le fatiche più rudi e non lo
pagate, il ricco invece perché e ufficiale oppure
professore e che anche a casa i danari abbondano
sono pagati con delle somme abbondantissime.
[3] Pensa o r che in queste posizioni occorono
degli scoli di acque che al presente muoiono l
nelle valli e doppo di quella spesa l ci sarebbero
tanti guadagni, se ti ricordi era stato fatto
il progetto di 35000000 per l'esecuzione di codesto
lavoro e non fu possibile a trovarli bench un
idiota lo sà quasi anche lui che tali spese sarebbero
state ricuperate in poco tempo e andando
avanti poteva essere tutto guadagno, più salute
e tereni più fertili e belli.
[4] Pensa che sepolto nei diritti itagliani ce
abbondanza di carbone e zolfo e nessuno scava
nulla perché i nostri grandi capi non lo comandano,
perché lasciare emigrare i poveri operai e lasciare
quel materiale cos costoso che per la grande quntità
costretto ad infiammarsi che fa poi scoppiare
la terra e forma vesuvio-vulcano-teremotto e
tutto dano di questa povera popolazione che
se i nostri infami capi prestassero le loro funzioni
con animo e senza lo scopo di usurpare l'itaglia
potrebbe essere richissima e non involta nei
debiti. [5] Questo sporco militarismo che sta
in cos alto vigore e la rovina di quasi tutta la
gioventù ed il martirio e dei poveri genitori,
quel povero giovanotto che tiene in s la volontà
di farsi artista di qualche mestiere non fa
nemmeno a tempo a prendere il suo giro che lo
chiamano alle schifose armi e lo trattengono
fino che ha perso il suo corso ha dimenticato ogni
cosa ed rovinato, tra i tanti che siamo cil sono
pure quelli intelligenti, bravi e pazzienti che se
potessero essere a casa i loro studi le potrebbero
permettere d'inventare tante cose necessarie
alla vita e allora il mondo sarebbe tanto più bello
e soddisfacente. [6] Pensa che tutti glinventori sono
nati in itaglia e di buon principio sono stati
debellati dai nostri crudeli capi, la legge non
ben fatta e viene usata sempre a contrario dei poveri
senza pensare che sono i poveri che mantengono i ricchi,
perché non metter obligo ai padroni di fabbricare
case e palazzi? Mettere in simetria le loro
campagne? I prefetti perché non fanno fare
delle belle vie provinciali? Sarebbe tutta roba
necessaria e bella.
Pensa come deve fare il povero a dimostrarsi patriota
e guerriero coraggioso quando sà che se vincesse anche
mezzo il mondo lui povero lo stesso e non ha nessun
ricompenso sol che di essere odiato e maltrattato dal
ricco [7] e cominciando dalla lege governativa che la
chiamano uguale per tutti che se questo lo fosse certo
che sotto alle armi dovrebbero essere trattati tutti
ad un modo tanto per paga come per rancio e
la compensa degli ufficiali di qualunque specie dovrebbe
essere la soddisfazione di saper comandare e dirigere
glialtri che sano men di lui e non dare tanto danaro
a chi ne hà già abbastanza o di troppo e nulla a
chi non ne hà mai avuto nemmeno abbastanza da
sfamarsi magramente lui e famiglia.
[8] Verrà momento in cui i poveri si stancheranno
ancor di più e diventeranno pazzi, ladri, assassini
e allora il mondo diverrà sempre più brutto
mentre invece potrebbe divenire bello di giorno
in giorno quando che si funzionasse coi lavori necessari
per tutti e che gli operai fossero pagati a modo
di poter vivere con le loro famiglie senza
stenti e sacrifici, si potrebbe essere tranquilli
ed il pensiero sarebbe rivolto ai propri lavori quali
riesirebbero più belli e precisi.
[9] Pensate sovrani che siete la rovina dell'umanità
intera, come che tra di noi incolti siamo capaci
di mettere a posto le contrarietà che capitano tra noi
e voialtri che siete tanto istruiti non sapete andare
d'accordo, sapere di chi la ragione e darla a chi la merita
e senza tanti litiggi e se questi accadessero anche
ma almeno tra sovrani e sovrani allora s meritereste
le lodi per la capacità di stare a capo ad una
famiglia cos grossa e saper dirigere come e più necessario
per tutti, non far uccidere e rovinare in codesto
modo la popolazione che per chi ha quore in petto
e uno strazio insuperabile, rifletti e dimmi se vero o n.
[10] Ricordati di non meravigliarti del che non ti rispeto e
pensa che non lo meriti, ricordati di non indagare m
perché di certo non mi scopri e potresti col tuo cattivo
quore rovinare qualche persona che non lo merita e
sarebbe peggio pert e l'intera tua famiglia, solo
fami comprendere bene una tua spiegazione
sul giornale riguardo a questo scritto e sarà meglio
per t e qualche altra persona se col prossimo
avvenire le cose funzioneranno come si deve, e
salvo grosse contrarietà ci vedremo fra breve.
Attendo con ansia la spiegazione de tuoi
propositi sopra alla domenica del coriere
ed altrimenti sarai compensato a norma del tuo merito. ||

A Sua Maestà Vittorio Emanuele III Re D'Italia
Urgente


Missiva autografa.

(Stellata (Ferrara) 23.8.17) allegati: Min. Int. 9 ottobre 1917; Pref. di Ferrara 17 gennaio 1918