10. [Anonimo] a Orlando, Vittorio Emanuele

[s.l.], ante 29 luglio 1917

[1] io ferma speranza che la testardaggine
e la tenacia di Sonnino rimasto oramai solo a
dirigere la sfasciata barca della guerra porti
più presto alla rivoluzione, in generale il sordido
ebreo Sonnino al Governo à portato sfortu
na e purtroppo che la sfortuna la gà già
portata ala nostra povera italia che non
sa come rifarsi dai debiti che à ingolfato
che nemmeno i nostri Nepoti potranno pagare.
[2] Il malcontento serpeggia ovunque, gli stenti si
fanno sentire nel popolo ed ora siamo a
nulla perché estate e si vive meglio, quando
saremo all'inverno che il popolo non saprà
come nutrirsi, non potrà vestirsi, non potrà
affatto scaldarsi allora la bomba scopierà
ed sperabile che il sordido Sonino sia
impiccato ed i nostri figli i nostri nepoti
quando vedranno la sua schifosa imma
gine in quadri o statue ( speranza che
avranno il buon senso di non farli statue!)
ci sputaranno in faccia!
[3] intanto i soldati non vogliono più
superne e ne avete avuto prova nelle
ultime avanzate dove non volevano andare
avanti sono morti colonnelli e generali per
tirarli avanti come a Abba garina un reggi
mento si dato a via e via, tutto questo si
sa non per lettere ma per bocche e tutti
parlano e tutti raccontano, nonostante i
bugiardi bollettini di [4] Cadorna; e
poi vi pare fare una guerra con d'Annunzio
decorarlo quattro o cinque volte questo
sfacciato pederasta mentre tanti ànno sa
crificato davero la vita e lui non à fatto
che delle bagole, mai ferito, mai
morto! Vergogna per questo che si
sempre perduto perché non siamo seri
da Custoza a Adua a Tripoli ecc
[5] Ma ora bisogna finirla, vedrete di che sa
ranno capaci le nostre donne questo inverno
quando la fame e il freddo busserà alle loro
porte e i milioni di poveri mariti sono morti
vedrete se chiamerano altre classi anziane
quello che faranno, se ne à ammazzata
gia troppa della gente alla leggera gli
uomini non sono mica gatti o cani o
topi!! Voi che avete più bon senso degli
altri e che eri neutralista pensateci, non date
retta a guel rimbecillito di Boselli e
a quel sordido testardo di Sonino; pensate
che anche i Carabinieri non ne possono
più e che vicino il dies ire- ||

A.S.E. il Ministro degli Interni
Orlando
Roma


Missiva autografa.

(Piacenza 29.7.17) allegati: Pref. di Piacenza 11 dicembre 1917