5. [Anonimo] a Vittorio Emanuele III di Savoia, re d'Italia

[s.l.], aprile 1915

Maestà,
[1] Il flagello, la distruzione, la miseria,
la maledizione dei colpevoli, saranno
l'avvenire dell'Italia se verrà travolta
in questa orrenda guerra, scongiurata
dal popolo Italiano, voluta dal vaga
bondaggio che in tutti i tempi ferisce
ed aggredisce il libero cittadino.
[2] La sentenza di un miglione di
famiglie si compierà sotto la responsa
bilità di S.M. e con ugual diritto il
popolo potrà leggere sentenza al proprio Re
Se accadrà, S.M. non dubiti di chi
lo circonda, ma bensì delle onde del
l'aria che dovrà respirare.
All'insaputa del popolo stesso
io saprò punire i colpevoli tutti.
«Il potere è misurato, ma la
intelligenza non ha limiti«
Un Cittadino - ||

Al istero della Real Casa
Roma


Missiva autografa.

(Genova (?).4.15) allegati: Min. Real Casa 30 aprile 1915; Min. Int. 7 maggio 1915; Pref. di Genova 16 luglio 1915