4. [Anonimo] a Brusati, Ugo

[s.l.], ante 28 aprile 1915

Ben venga il re a Genova
il 5 Maggio…
[1] Non occorre prenda il biglietto
pel ritorno.
Colui che si accinge a tradire
i patti, colui che vuole sacrificare
l'Italia per "servire" Inghilterra e Francia
merita il massimo dei Castighi.
Ci pensi, e nella sua coscienza ci darà
ragione. Vogliamo la pace perché
non abbiamo ragione d'intervenire
in un conflitto voluto dallo spavaldo
Poincaré e dalla insaziabile
Inghilterra, la quale vuole,
pretende che gl'Italiani "sostituiscano"
i beduini che non trova più.

Poveri Italiani, quale parte tocca!…
Ha letto il Cittadino di ieri Mercoledi, quella
lettera che spiega perché i garibaldini
furono sciolti?
[2] E il re ha ricevuto quel bel
mobile… di Peppino Legga, legga, e mostri
al re come dovrebbe fare il re.
É un vero peccato che al governo non vi
sia più Giolitti. Avremmo la pace sicura
e non perderemmo il credito e la dignità.
Ma non pensa il re che cosa dovrà
dire di lui la storia?
Ma non teme di essere chiamato
re traditore, o re Maramaldo?
Comprendiamo che occorre forza per
resistere alla piazza, ma ben sa
che non è la piazza che dovrebbe
comandare.
Dio salvi l'Italia, Dio voglia che il re
non macchia il suo regno.
W. Giolitti.
W. L'Italia.
W. la neutralità.
Abbasso la massoneria che vuol la guerra
non per il bene d'Italia, ma per aiutare
la Francia del Manuba. ||

all'aiutante di Campo di S.M. Vittorio Emanuele III.
Roma


Missiva autografa.

(Genova 28.4.15 - Roma 24.4.15) allegati: Min. Real Casa 30 aprile 1915; Min. Int. 5 maggio 1915; Pref. di Genova 18 maggio 1915