7. [Anonimo] a Governo Italiano

Soligo-Vittorio(TV), 16 novembre 1914

Soligo-Vittorio 16. Nov 1914.
[1] Nobil Ed egregio Governo Italiano
poi che o digia intrapreso a parlare
mi permetta addunque la perseveranza
Nel leggere in certi articoli di
Giornali non si puo a meno di provar
la piu forte indignazione
Sembra impossibile che in Italia
vi sian esseri che tanto ci tengon proc
urano anzi desiderano di veder la propria
patria in guerra-
come che la guerra in questi tempi non fosse che un giuo
cattolo da bimbi. non pensano costoro
che il porsi in guerra una nazzione sov
vente vuol dire lo sfaccello e la propria sua
rovina, spero che lor signori ben
piu assenati si sentano ben piu che l'am
mor terreno il vero amor di patria il
quale impone di risparmiar piu che sia
possibil l'innevitabil distruzione di Trento
[2] Trieste che ne conseguirebbe, frutto prim
mo ottenuto con la guerra, oltre il quale
mi sanno lor diri signori quante
saranno le vittime dei giovanni filli
d'Italia che ci lassierebbero miseramente
la vitta nelli immani macelli.
Comprendo che oggi questo onor
revole governo si trova fra due Incudini
di Iddee, ma il suo verò nome
che si ottiene a governar la patria non
deve ceder nepur di un passò su una via
che a per compenso il sgovernarla con
una immane guerra.
se cè chi ambisca e volion la
guerra, vengan a questi aperta una
sotto scrizzione, ove con essi compor
le prime file,[3] non essendo di giustiz
zia che la vil infamia trionfi col
voler ottener e godere i frutti di guerra
cacciando al macello nell'immane con
flitto a perir le vitte altrui
questa viltà non e degna di una
nobil nazione quale deve esser lItalia
per cui se guerra voliono? chi la
vuole se nobili sono, devon esser i primi
andar a cadere e se ciò nol fanno l'on
norevol governo nè potrà a conossere in
questi la piu grande viltà,
or voi onorevoli signori che io
vi o compresi benpiu nobili di certe teste
vuotte ne dovrette seriamente a convenir
che voi pure avette piu cara la vostra vita
la vostra pelle che tutta la tera d'Italia
eco addunque il solversi di quel grande e giu
sto problema è [4] non fare ad altri cio che non
vuoi che ti sia fatto a te stesso è per il qual
le la infamia deve a cadere a danno di
chi la voliono, oltre di ciò datte uno sguardo
a quella umil e tanta bassa plebe che al solo
aprirsi le prime vertenze estere ne risentir
rono gravi dissagi, chi addunque ne ren
derà strettissimo conto verso Iddio e verso la
verra giustizzia delli uomini di quì in
nenarrabili pattimenti che pur troppo ne dov
vran sentire tutta la prova
li battenti del credito e del lavaro chiu
si non potra a risolversi prima della mor
te innevitabil per esaurimento che in scor
revie intestinali in vandalismi in
sachegio, per li quali il rispetabil
[5] governo non potrà a suprire con li
suoi mezi di addeguato socorso senza a
ricorere ad una rovina peggiore del l'umanita
Italiana.
accetino addunque onorevoli Signori
si umiliano facciano a mio ceno a diffender la nostra patria ci a diggia
pensato Iddio, risparmi il Trento-Trieste
risparmi il tanto macello di gioventù
Italiana, che quelle terre veran Ittal
liane senza che arma alcuna aggiun
ga orrori ad orrori.
Iddio ama la nostra patria e solo per ciò la vuole salvata da quella
grande ed inevitabil distruzione e ro
vina di tutti e suoi filliuoli
Io che scrivo non bado a sac
crifici ove giungere a salvarla
Iddio Il grande, in nome di cui
io vi parlo benedirà la mia volontà
e benedirà pur voi se oppererette
nel suo santo nome.
poche cose elli richiede in
compenso di ciò
prima fra le quali che imponette
alla nazione un severo rispetto, estirpan
do la infame bestemia che pur troppo rende
castighi e disonora la nazzione, poiche
l'uomo dominator di raggione e di intellig
enza che si abbassa alla degradazione
inferiore delli animali non e degno nep
pur, di convivere fra la chlasse piu nob
bil di tutto il creato
in quanto a questo di estirpar la
bestemia e la cosa piu facil che vi pos
siate immagninar, ed ecco un fassimile
di un eddito che io vorei veder appeso
publicamente in tutti li pubblici esercizi
il cui effeto otenuto sarà infalibile
rendesi noto al pubblico
che stante la addeguata proibizione della
bestemia contro il culto della nazione
pure consegue dillatandosi maggior
mente, cosi a cominciare da oggi
e per tutto lavenire verà aplicato
una tassa a tutti li bestemiatori
e familie di bestemiatori di cui si
avrà prova, od anche la sola denuncia
di aver bestemiato il nome di Iddio
vergine o Santi, sia in privato che
publicamente, detta tassa a norma
del publico [sara pagata] dovrà pagarsi con lire 2 il
primo mese quatro il secondo 8 il
terzo 16 il quarto 32 il quinto 64 il
Sesto centoventotto il Settimo duecentocin
quantasei lottavo 512 il nono
1024 il decimo
2048 lundecimo 5000 il dodicesimo mese di
continuata bestemia, Nottassi bene che
detta tassa ogni mese dovrà dal bestemia
tore esser pagata e la moltiplicazione conti
nuer... a carico delli ostinati, e non cessera
il pagamento che con la cessazione della
bestemia, la quale a presenza di testim
moni garanti dovrà esser denunciata
il bestemiatorre che non pagerà la detta
tassa potrà se non emendato eser
segregato in un isola.
il presente aviso deve rimaner
per sempre esposto al publico
questo aviso
farà sparir come per un incanto tutti
li bestemiatori de quali ben pochi ostin
nati giungerà a pagar la settima tassa
ed otterà cosi la nostra nazione la ben
edizione di Iddio, oltre li detti ricavatti
non vi vergognate di cio fare, anzi
il vostro esempio e nobile e verà aplicato in
tutte le cattoliche nazioni
in quanto all'esistenza di Iddio
vene parla tutte le cose create
e la troverette anche nelle cose
piu semplici delle quali luomo istesso
va cibbandosi
ad essempio che di voi non vuol
amettere lesistenza di Dio mello provi
addunque, voi siette in 500 posti
al governo della nostra nazione, voi
siette tutti richi ebbene trovatemi nelle
vostre campagne pannochie di granno turco
aventi tredici righe, ne avette a milio
ni a vostra disposizione, vi ne troverette
a miliaia con piu o con meno, ma
di queste voi non ne troverette no cinque
cento quanti voi siete ma ne pur dieci
nepur cinque da presentar al publico contro
l'esistenza di Iddio
di fronte al quale solo la sup
erbia la prepotenza delli grandi non
vora degnarsi di abbassarsi ed umiliarsi, ove
dinanzi al quale un semplice ed insensato
cereale lui pure a digia cedduto e
mai piu produce il numero 13 per lav
venire in memoria del suo tradimento
risorga addunque la nostra nazzione
il vostro intervento risponda almio appello
scruttatene or pure la prova
e dopo di ciò come sopra giu la bestem
mia e si diffenda Iddio
Prego Signori di concedermi di rimaner ignoto e con i piu dovuti rispeti
vi saluto ||

Missiva autografa.

(Soligo (Treviso) 16.11.14 - Roma 17.11.14) allegati: Min. Int.. 18 gennaio 1915; Min. Int.. 16 febbraio 1915; Pref. di Treviso 8 febbraio 1915; Pref. di Treviso 17 febbraio 1915