5. [Anonimo] a Governo italiano

Pieve di Soligo(TV), 12 novembre 1914

Onorevole Governo Italiano
Pieve di Soligo 12 novembre
[1] Come codesto onorevole governo
ramentera, ricevette da vittorio alcuna
mia, ora oggi essendo venuto qui
a Pieve lene rimeto una seconda
manifestandole a pieno tutta la mia
riconossenza per quanto sa conservar
la presente neutralità
la guerra non e altro che la
distintiva per conossere le nazioni
incivili e degenerate.
solo le nazioni superbe fano
guerra e queste meritano bene
d'esser umiliate
[2] le guerre sono sempre statte la
rovina delle nazioni,
la verà civiltà non sta nelle armi
ma bensì nel sapersi a convenire
ragionevolmente, solo li governi
superbi ed incivili ricorono
a questa -, e nobile il difendersi,
ma e mile volte piu nobile il sap
per disarmare il nemico con il
convenirsi e con la ragione la
quale, da a tutti il diritto di vivere
liberi dalla schiavitù e dalla opressione
solo li tirrani ricorono a questa e
niuno a dirittò di schiaciar il
suo simile, [3] Io vorei veder nel mondo
un sol governo, poiche solo la moltitu
dine di questi chrea discordie e ne
mici fra i quali vi sarà sempre guer
ra per soprafare laversario ed ingrandir
si, tutti anno la stessa intenzione di esser
superiore e per effettuar questa da ben 6000 anni le nazioni del mondo ne
godono la guerra la quale distruge
ben piu di quanto rende di bene
[4] cadano addunque, cadano tutti
li governi in un solo superiore a tutti
il quale ben diretto nel Santo nome di
Iddio ne dia a tutti quella ottima
legge di raggione e giustizia che a tutti
conceda di viver felici
non si muova addunque L'ittalia
non si lassi soprafare dallo spirito
di guerra e di conquista che Iddio
a stabillito all'Italia sorti ben piu
superiori di quanto otterebbe con
la piu audace ed imponente guerra
solo, Iddio per ciò richiede che
sia dal suo governo Istesso fatto a
rispetar il suo santo nome
[5] per tanto il Papa vi renu
nci ogni diritto deffinitivamente sul
lassito avuto di roma
poi che questa asumerà ben piu
estese proporzioni di quanto il suò
dominio ne tenne sino al presente
e voi apportate tutti questi
Suoi diritti quale permuta sopra
trento-trieste conservandone soltanto
il protetorato
questa operazione apporterà la
pace in Ittalia con la chiesa e sal
verà la nazzione da una gravissima
guerra per qui il papa Istesso
quale ministro di pace non
potra dimetersi di quanto le va
stabilindo il grande voler di Iddio
[6] fatto ciò Francesco giuseppe
ed il governo austriaco se vorà lui
pure la pace ne suoi territori ne
dovrà cedere, riconosendo il volere di
quela potestà superiore la quale a
stabilito al suo vicario il regime di
quelle terre contastate dovendo cader
cosi ogni vertenza
dopo di ciò solo, Iddio ne porà nuo
vamente la pace nel mondo
diversamente questa ne asegnerà
laverarsi di quele propizie cheprecede
la sua fine
poiche Iddio non distruge l'umano
genere senon quando il medesimo
lo citta con le sue inniquità e lo
sfidda alla distruzione.
Con osequio salutandola con li piu
sentiti rispeti prego di concedermi di
rimaner incognito. ||

A l'onorevole Governo Italiano
Roma


Missiva autografa.

(Pieve di Soligo 13.11.14) allegati: Min. Int. 18 novembre 1914; Min. Int.. 11 febbraio 1915