15. [Anonimo] a Vittorio Emanuele III di Savoia, re d'Italia

Schio(VI), 26 febbraio 1916

Maestà,
[1] angosciate da tanti
orrori e da tante stragi, ci rivol
giamo al Vostro cuore pietoso di
Padre comune a supplicarlo s'in
terponga per la pace. Pensi a
tante madri addolorate che muoio
no di crepacuore, a tante spose
che languiscono nella miseria e
a tanti figli che rimangono orbati
del loro babbo. Che vale acqui
stare un palmo di terreno, se
questo costa il sangue dei nostri
soldati? [2] Ah certo una sola di
queste vite che si spegne è
più preziosa in infinito di
quanto terreno s'è acquistato e
se ne potrebbe ancora acquistare.
Se l'Italia è vera madre degli
italiani, imiti la madre di fami
glia che tutto sacrifica e averi
e onori pur di salvare la vita
di un suo figlio. La guerra pre
sente, non ha per iscopo se
non la distruzione dell'uomo,
ed ha per fine l'impoverimen
to della societ[…] [3] Si deponga,
adunque, le armi, e si cerchi
ogni mezzo per affrettare la pace.
Si rimandino tutti i soldati nelle
loro famiglie a gustare le gioie
più pure e più sacri, si rac
consolino tanti cuori e si ridoni
la vita a tanti esseri preziosi
che stanno per perderla. [4] Se
ne son fatte abbastanza delle
vittime, se n'è sparso anche
troppo del sangue umano!
Maest…! ci fidiamo nel vo
stro cuore pietoso e speriamo
sappia cercare il mezzo oppor
tuno per aderire ed esaudire
la nostra supplica.
Che Dio vi benedica.
Un gruppo di madri
e di spose.
Schio li 26 Febbraio 1916 ||

Alle Mani Auguste di Vittorio Emanuele III Re d'Italia
Per dove si trova


Missiva autografa.

(Schio-Vicenza 26.2.16 - Roma 28.2.16) allegati: Min. Real Casa 3 marzo 1916