12. [Anonimo] a Vittorio Emanuele III di Savoia, re d'Italia

Longarone(BL) , 11 dicembre 1915

Longarone, 11 Dicembre 1915
Maestà
[1] Dappoichè il barbaro nostro nemico che non rispetta
le convenzione nè teme il castigo di Dio, se ne vale di ogni
arma pur di poterci annientare, si dovrebbe noi pure avvalersi
dei mezzi di distruzione.
è una cosa orrenda e che ripugna a noi al solo
pensiero di usare atroci barbarie verso il prossimo, ma allo
scopo di salvare la patria, vorrà pur essere indulgente anche
il Creatore dell'universo.
[2] Riflettendo che molte volte da una inezia possa
sorgere delle cose importanti mi permetto di dire quanto
segue:
"Assistetti talvolta a fuochi pirotecnici ed osservai
che dei razzi (racchette) al loro esplodere sparpagliavano
miriadi di scintille.
[3] Non si potrebbe inventare un ordigno che a voluta
distanza abbia da esplodere e gettare innumerevoli fa
ville pur di accecare l'avversario e mettere così delle
migliaia di uomini fuori di combattimento?
Ubbidientissimo suddito ||

Alla Maestà di Vittorio Emanuele III Re d'Italia
Zona di guerra


Missiva autografa.

(Longarone (Belluno) 11.12.15 - Posta militare 13.12.15) allegati: Pref. di Belluno 2 febbraio 1916