9. [Anonimo] a Vittorio Emanuele III di Savoia, re d'Italia

[s.l.], ante 4 ottobre 1915

[1] Rendiamo nota a Sua Maestà di prendere
immediatemente energiche misure di sorveglian
za contro l'uomo più turpe e nefasto dell'epoca,
Giovanni Giolitti, che con Santini, il d.a d'A
dria, Cappelli, sempre in intima e costante
relazione con alcuni uomi politici germa
nici, ancora tollerati in Italia, perpetrano
la rovina dello Stato.[2] Si avverte Sua
Maestà che è dagli individui suac
cennati che è partito l'ordine degli
incovenienti del porto di Genova,
degli scioperi del Piemonte, e di altro
ancora a S. Maestà forse più no
to che a noi. Daremo invece contez
za di un fatto straordinario, forse
mai sognato da S. Maestà. [3] La
fine della "Brin" venne comper
ata con l'oro tedesco, mediazione
Giolittiana. Alcuni ufficiali,
(superstiti) sono stati lautamente
pagati e essi sono insospettati
tedescofili. Ora si sta preparando
di far saltare in aria la
Dante, la Ferruccio ecc.
[4] Oh, Sire! Gli antichi Roma
ni buttavano dalla rupe Tar
pea i traditori della Patria
li schiacciavano quali vermi sotto
il peso dei loro scudi, mentre, qui, nell'Italia risorta i Giolitti,
i Santini, ecc. già una volta
riconosciuti traditori, vivono
immolestati!…Vegliano sì
i patrioti, ma tutto non possono.
Parte da S Maestà la parola
per coloro che voglion la
fine della più grande Pa
tria… Né timore né esita
zioni Sire! ||

A Sua Maestà Vittorio Emanuele III
Quartier Generale
Zona di Guerra


Missiva autografa.

(Brescia 4.10.15 - Roma 7.10.15) allegati: Min. Real Casa 18 ottobre 1915; Min. Int. 21 ottobre 1915; Pref. di Brescia 29 novembre 1915