44. [Anonimo] a Ministro di grazia e giustizia

[s.l.], ante 22 marzo 1918

[1] Illustri‹MISO›
PARMI INCOSCIENTE IL NON RISPONDERE
AD UN'APPELLO DI CUI CI SPERAVA IL
SENTIMENTO DI MAMMA, L'AMORE AI
NOSTRI FIGLI, L'INGIUSTA ACCUSA CHE CI
VIENE INGIUSTAMENTE ADOSSATA COME
PARLA IL CORRIERE DEL 22 IN 3ª PAGINA
DEI POVERI GIOVANI DELLA CLASSE DEL 1900
CHE PARTIRONO (CON L'IMMAGINE DELLA
MAMMA NEL CUORE DELLA MAMMA CHE NON PIANGE, MA CHE UN GIORNO
COL PENSIERO LI SPRONA ALLA MORTE
SE QUESTA SARÀ NECESSERIA)[2] questo è un
insulto, alla dignità di madre che
forse avrà sofferto per qualche altro
figlio, il sacrificio forzato di dovere dare
i propri figli, per la camorra del governo
con altri suoi complici, lasciate libero
la parola, fate a meno di lasciare
pubblicare, sciocchezze che provocano
un'adirata audacia di ribellarsi,
[3] che lasciano almeno in pace le
famiglie tradite già da tempo
pentite per non aver, contratacca
to il falso patriottismo di cui ci a
trascinato questa guerra, cioè il
denaro.
ce lo rappresenta il fatto di Milano
e il resto dei traditori che gridano
avanti, per voler inutilmente sacrifica
re nuove vittime, per una falsa
idealità di patria, e mantenere
il prestigio dei miglioni, [4] col nemico
volete sacrificare come sacrificaste
altre giovani classi, ma badate che
per questi, vive i propri genitori,
questi non tradiscono i loro figli, col
perdonare a chi li vuol far sacrificare,
inutilmente, perché gli anziani non pote
te più cacciarli avanti, e anno ragione
i caduti gridano guai ai loro fratelli
il loro sangue grida vendetta contro
[5] la ‹MIO›camorra‹MU› ‹D›la causa della guerra
della morte e di tutti i tradimenti.
basta bestialità su giornali, e inuti
le questo barbaro incittamento, siamo
tutti persuasi, lo scandalo si divulga
e ci persuade che occorre la pace
sollecità, e se qualcuno non sarà
persuaso di guadagnare, ci pensere
mo noi genitori, cosi difenderemo
i nostri poveri defunti.
[6] Mettiamo la testa a posto e
tutti in uno gridiamo lapace,
che sarà la più onorata di fronte
ai barbari negozianti e commercianti
che ci tradiscono, e vogliono, non la
vittoria ma il denaro, tutti lo
anno compreso per norma
molte famiglie ||

Al Ministro di grazia giustizia in
Roma
personale


Missiva autografa.

(Brescia 22.3.18) allegati: Min. Int. 3 aprile 1918; Pref. di Brescia 3 maggio 1918