35. [Anonimo] a Vittorio Emanuele III di Savoia, re d'Italia

Milano(MI), 21 luglio 1917

Milano 21 luglio 1917
Maestà!
[1] Qui sotto vi è una
minuta d'un manifesto che pressapoco
è concepita così, e fatto in tipografia
clandestina, e cautamente sarà affisso sull'angolo delle vie di
Milano. E con giusta
ragione!!
Milanesi!
Ora mai è troppo!!!!! si continua
ad ammazzare i figli dei poveri lavo
ratori, e contadini, e padri carichi
di famiglia, per risparmiare i
ricchi. [2] Codesta guerra è una
strage di poveri cristi, giacché
i ricchi causa i suoi milioni
certamente non si vedono alla fronte.
Noi diamo allo Stato la vita dé
nostri figli dé nostri padri per qual
frutto? per tutelare i milioni agli
usurai ai ministri, allo stesso nostro
Re i quali hanno milioni all'estero.
[3] Ed ora per sopra più hanno ridotto
Milano ad una vera carestia, i
generi di prima necessità sono
saliti a prezzi favolosi, il pane
è addirittura immangiabile, non
parliamo delle calzature dei vestimenti, i quali rappresentano
prezzi impossibili per chi è
lavoratore, ed altro non possiede
che i propri bracci- Cittadini!
io sento tra il popolo, certi vecchi
esclamare, si stava meglio quando
si stava peggio!!! [4] Quando a Milano
circolava la svanzega, certi milionari
non esistevano, certi bei palazzi
erano al di là da venire, ma
l'operaio si nutriva molto meglio
ed a buon mercato, e poco su poco
qui le paghe erano quelle del giorno
d'oggi, quanto mai abbiamo dato il
nostro sangue la nostra vita dé nostri
figli alla patria, per soffrire oggi
fame e dolori!!! [5] Ma che volete buoni
Milanesi ormai l'Italia è nelle mani
dei ricchi, e fra non molto tempo, vedrete
una forca rizzata su ogni piazza, non
tarderanno poscia ad applicare nelle sale
dei Tribunali, dove vè scritto quelle irrisorie
parole, la legge è uguale per tutti, i
supplizi, la corda, in una parola
l'inquisizione!!! [6] Non tarderemo
poscia nella vostra arena i gladiatori,
vedremo poi sulle pubbliche piazze, vendere
e comprare i nostri figli, i nostri fratelli
e sorelle, le nostre mogli in una parola,
noi quanto prima saremo ridotti ancora all'antica scinvitù!!! Milanesi!!!
tutto ciò è certo l'ignoranza
l'ignoranza nei popoli è ancor grande, non
solamente nella nostra penisola, ma ancorché
in tutti gli altri stati, se i popoli possedessero
una vera istruzione, certo non sàressimo
a codesti miserandi passi, la guerra è ne
cessaria, come è necessario il fuoco negli
occhi!!! [7] Per qual motivo che il fratello
debba ammazzare il fratello, giacché io lo
chiamo tale a qualunque razza esso appar
tenga! Milanesi! ora noi soffriamo
per giunta la fame, uniti e compatti
assaliamo le case le ville dé
ricchi Signori le quali rigurgitano
d'ogni grazia di Dio, giacché essi
ebbero tempo e denari per provveder
sene a tempo debito. [8] All'inizio
della guerra i nostri ricchi reggitori
i quali si trovano a Roma se avess
ero pensato per chi lavora e da
il sangue a ciò che loro dicono
patria (per le sue tasche)
e non avessero pensato solo a
loro che sono nell'ozio tutto
l'anno, avrebbero dovuto
tutelare scrupolosamente le
esportazioni, invece che migliaia
e migliaia di bovini e suini
prendettero il volo per la svizzera
e poscia per l'Austia e la
Germania, sarebbero rimasti
in Italia. [9] Insorgiamo uniti e
compatti per una causa santa
e che così facessero le altre
città d'Italia e dell'Estero, la
guerra la continuerebbe chi è
stato sino ad ora in ozio ed a
casa nascosto, e speriamo che la
riuscita non abbia esito come
il 1898!!! Ma se Bava Beccaio
esiste ancora lo sapremo dare al
beccaio!!! Evviva Giolitti abbasso
la guerra!! ||

A Sua Maestà il Re d'Italia Vittorio Emanuele III
Comando supremo
Zona di Guerra


Missiva autografa.

(Milano 23.7.17 - Posta Militare 25.7.17) allegati: Min. Real Casa 24 settembre 1917; Pref. di Milano 25 ottobre 1917