33. [Anonimo] a Vittorio Emanuele III di Savoia, re d'Italia

Val di Scalo(BG), 1 luglio 1917

Val di Scalo 1º-7-17
Caro Vittorio Emanuele III
[1] Con un mio scritto
per dirti che sei un gran vigliac
cho a perseguitare con questa
maledetta guerra. Facesti bene
a chiamare anche tutti glinbos
cati e non mandarmi solo che
noi altri poveri disgraziati poveri,
mentre i ricchi signori stanno
a divertirsi e a inprestarti dei
denari per far durare ancora la
guerra. [2] Tuo povero padre, non
ne à mai fatto di queste brutte
cose a gettare tanta guoventu
sui dicianove anni così al
maccello come fai tu. Guarda
che io son vecchio, ma per
fartela paghare, sarò ancora
buono. Faceva bene il povero
disgraziato Antonio D'Alba
a ucciderti il giorno 14 Marzo
del 1912 e non a ferire il Corazie
re.[3] Ci son ancor stati i buoni
Tedeschi qui in Italia, e tanta
vigliacchiria come ad oggi non
ce mai stata, ad inboscare tanta
gente. La guerra à, avuto il
principio ed avrà anche la fine,
ma se verrà, questo benedetto
giorno, ce la faremo pagare
noialtri a ricchi inboscati e ai
ricchi signori e molto più a
te caro vigliacco di un assa
sino cretino, Inpostore. [4] Cadorna
rinuncerà, al suo posto, ne andrà
unaltro, la guerra terminera,
ma non terminerà tutto, perché
verrà una guerra civile, e ti
toccerà anche a te e a tutti
i tuoi ricchi colleghi a lasciare
la vita. Facevi bene a lasciare
Giulitti e non a mettere su
Sonnino, che forse, la guerra
sarebbe già finita e ci sarebbe
re forse arrivati ancora a venire
i Tedeschi in Italia.
Termino di scriverti
perché vengo troppo arrabbiato
e perdonami se non ti ò
offeso proprio grave e
mi dico il tuo aff.mo amico… ||

Alla Sua Maesta Vittorio Emanuele III
Roma
(Preme)
(urgente)


Missiva autografa.

(Bergamo 2.7.17 - Roma 3.7.17) allegati: Min. Int.. 7 agosto 1917; Pref. di Bergamo 23 settembre 1917