29. [Anonimo] a Vittorio Emanuele III di Savoia, re d'Italia

[s.l.], ante 15 luglio 1916

[1] Vogliate legger con attenzione queste righe
sino alla fine e badate che questo è forse uno degli ultimi
avvertimenti, poi seguiranno subito fatti, se non si vedranno
trattative di disarmo generale.
Il sangue italiano bolle già fin troppo, non
so come si abbia potuto essere quieti finora. Ora però si èl
colmo, bastano ancora poche goccie per far traboccare l'immenso
calice pronto a qualunque sacrificio, per la rivendicazione di
tante migliaia di vittime innocenti.
[2] Il modo con cui si metteva in ridicolo la pace
in un articolo apparso giorni or sono sui giornali ha inasprito
ancor più gli animi ed ha alimentato ancora più il fuoco di agi
re una buona volta.
Colui che scrive queste righe (e ce ne sono mi
gliaia che pensano come lui) non parla perché sia un germanofi
lo, oppure un austricante, parla in nome dell'umanità e della
giustizia.
[3] Ogni giorno che passa si persuade sempre più del
l'inutilita della guerra.
La guerra attuale non ha uno scopo santo, come
certi pazzi e mostruosi assassini pretendono. Lo scopo santo di
oggi è quello di mettere al più presto possibile in pratica i
fatti per distruggere, attentare alla vita, trucidare, quelli
che alimentano questa cerneficina, uccidere i pazzi, i mostruosi
gli assassini, i vigliacchi, gli inumani promotori di questo
macrabo e più che inutile macello.
[4] Per esempio. E forse fermezza di carattere,
oppure si attribuisce a valore quel mostruoso e satanico punti
glio del Kronprinz di cercare di andare a Verdun?. Assassino
per un suo ambizioso capriccio fa delle migliaia di vittime in
nocenti. Non è forse uno scopo santo di rivendicare questi in
nocenti col far ricadere questa immensa colpa del responsabile
di questa carneficina?
Soldati, cittadini, tutti pènsano ché è venuta l'ora or
mai di mettere a posto queste pazze teste di governatori
di popoli.
[5] La più che pazza idea di far passare a delle gente umana
degli inverni sulle Alpi nevose, dove migliaia di innocenti gelano
e muoiono dal freddo non è forse una mostruosità senza limite?
E inutile fare del sentimentalismo, non sarà mai gloria
per una nazione di inneggiare alla Guerra, a meno che i governato
ri di tali nazioni non siano delle teste pazze come quella di
un D'Annunzio, che sente l'impulso di fare delle poesie davanti
ai dolori sconfinati ed atroci che offre un campo di battaglia.
Se tutti imitassero a vita questo cosi detto grande poeta, ve ne
sarebbero di spostati al mondo.
[6] I mezzi di addivenire ad amichevoli accordi sono molti, senza
mettere in campo milioni di vittime innocenti
Tutti oggi dicono che se si chiedesse di offire delle
somme per comperare a peso d'oro il territorio che si vorrebbe,
tutti indistamente offrirebbero persino l'intero loro patrimonio
per la grandezza della patria, ma bisognerebbe che cessasse su
bito il fuoco, gli orrori di una guerra
Si è stanchi, si vuole la fine di questo macello.
Si comprende sempre più l'inutilità di questa guerra.
[7] Oggi per esempio la Russia ed il Giappone sono le po
tenze le più amiche del mondo. Perché i mostruosi governatori di
quel tempo hanno fatto quellorrenda guerra. Come oggi sono venu
ti a trattati mediante parole, discussioni, perché a quel tempo
si è voluto spargere cosi tanto sangue?
Morte, Morte ai Governatori ai Ministri dei Governi, la
colpa dello spargimento di tanto sangue è vostra.
Lo abbiamo giurato che anche Voi finirete nel v
.
stesso sangue.
E ora di finirla.
[8] L'Inghilterra l'adulatrice non fa nient'altro che
vantar il valore dell'esercito italiano e cerca di tirare le co
se più a lungo che può, perché essa à tutto il guadagno di ac
cappararsi i mercati. Vigliacca, assassina. L'attentanto del suo
Generalissimo mentre si recava in Russia fu molto ben riuscito
e ciò non basta. Se continua nella sua egoistica idea, vedrà che
cosa si avrà. Non sarebbe forse più dignitoso per essa di aste
nersi subito dalla carneficina e di impiegare questi uomini a
lavorare per la grandezza veramente della patria.
[9] Ogni guerra non fa grande una patria, ma bensi lascia
delle conseguenze pessime e l'odio contro tutti i governatori.
Si è stanchi e se ne ha abbastanza del sangue sparso
Migliaia di persone sono pronte a qualunque sacrifio,
e lo hanno giurato, di adoperare qualunque mezzo a costo anche
della propria vita, pur di far cessare questo macello, La vita
data in questa occasione ha veramente uno scopo sacro.
Si è persuasi che questa guerra non verrà mai decisa
dalle armi.

[10] I ministri quando sono stanchi oppure capiscono di
aver fatto cose mostruose, oppure perché hanno ricevuta in lettera
anonima che presto verrà attentata alla loro vita, danno le
dimissioni, adducendo a ragioni di salute.
Cosi fece l'assassino Ministro Salandra. Perché fu attentato
pensò subito di dare, con dignità però, tacendo la vera causa,
le dimissioni. Ma l'odio contro di lui c'è ancora, come già losi
è informato e l'ora verrà tremenda anche per lui e cosi per tutti
i suoi figli. [11] Si è giurato di finire la sua famiglia. E lo si
farà. Per Dio che lo si farà.
Si vu‹mo›le il disarmo, assolutamente non si vuole
più sapere di continuare a lungo questo macello.
La vita dei Ministri, dei Governatori, i dirigen
ti il n
. Governo, sono in serio pericolo.
Il terreno per modo di dire è già molto ben minato
ed ancora una volta si ripete che è ora di finirla, altrimenti
si metteranno in esecuzione i fatti, i quali cadranno sui
ministri, sulle loro famiglie, specialmente sui loro figli senza
misericordia.
Queste non sono semplice minaccie. [12] Gli Italiani
non minacciano inutilmente.
Quanto si era stanchi della Guerra libica si è pur
attentato alla vita del Re.
Se oggi si continua saranno molte le vite attenta
te. Se anche i primi colpi non dovessero riuscire nell'intento
altre migliaia di persone seguiranno l'esempio. Lo hanno giura
to.
Per l'amore alla n
. patria ancora volta si fa noto
ancora una volta queste cose.
[13] Se queste minaccie non avranno effetto, allora se
guiranno i fatti ed allora sarà un epoca tremenda orribile per
i Governatori.
Ad Atene hanno fatto bene a tentare di bruciare
tutta la famiglia reale.
Anche noi tenteremo di trucidare tutte le fami
glie dei pazzi ed assassini dirigenti il Governo.
Il sangue italiano bolle.
Si ripete ovunque è ora di finirla. ||

Privata
S.A. Vittorio Emanuele III Stato maggiore
Zona di Guerra


Missiva dattiloscritta.

(Milano 15.7.16) allegati:(?)