27. [Anonimo] a Vittorio Emanuele III di Savoia, re d'Italia

[s.l.], ante 24 maggio 1916

Sire
[1] Un umile suddito di Vostra Maestà,
osa pregare la Maestà Vostra di voler
considerare, se è giusto che in questa
guerra, sia tanto risparmiata la Cavalleria
e che gli ufficiali, sieno promossi senza
fatica e senza pericolo. Voglia considerare,
la Maestà Vostra, l'enormità della
ingiustizia che si commette tenendo
la Cavalleria, sempre indietro dalle
linee del fuoco, appiedandola finora
per simulazione, mentre le altre Armi
combattono da una anno per la gran
dezza d'Italia e per la gloria di
Vostra Maestà.
[2] Sire, Re Magnanimo, discendente da
una stirpe di eroi e di giusti,
ripari la Maestà Vostra all'ingiustizia
che si compie, faccia che la cavalle
ria non sia esentata dai combatti
menti, voglia appiedare Ufficiali
e soldati, gli uguagli, gli unisca
alle eroiche Fanterie, acciocché i
soldati d'Italia tutti affratellati
partecipino agli stessi pericoli,
compino gli stessi sacrifici, in
quest'epoca di dolore e di gloria. ||

A Sua Maestà Vittorio Emanuele 3zo Re d'Italia


Missiva autografa.

(Milano 24.5.16 - Posta militare 26.5.16) allegati: Min. Real Casa 2 giugno 1916