23. [Anonimo] a Vittorio Emanuele III di Savoia, re d'Italia

[s.l.], 2 marzo 1916

italia 2-3-1916
[1] Si prego alla signoria V.
stra di fernire cuesto macello
non pił tardi di cualche mese
di levare tutta cuesta gente dalle
tribolazione,
perche cuando noi noi siamo andati
ina frica, i signori francesi cia
tagliato senpre le ganbe, o pure
e ve nuti sempre contro dinoi
altre tanto a fatto durante
la guera della li bbia,
e loro o gge cia chiamato per aiuto
vol dire che che li litalia ogge edi
ventata ilgarzone di tutti glialtri
stati,[2] litalia viene lusigata col
denaro come i banbini da 7 anni
che i se dice o fa cuella facenda che
poi ti regalo un soldo.
noi si more in guera, ma i nostri
figli non finiranno mai di pagare
i buffi che oggi faciamo.
laltre nazione ogni giorno ci diranno
o i talia darmi i soldi che tio datto
sinno ti tacco laguera, [3] mentre
noi ci tocca a morire non per le
notre di fesse per le di fesse della
ltre nazione
noi abiamo deciso non pił
tardi di 20 giorni, di mandare
acasa unomo per casa atto
al lavoro per potere continuvare
letere taliane, di prederli persotto
le armi dove che cenesono molti accasa
cuelli che non sono abbili allavoro
di guera si mette nei ospedali
nei panefici, e cuella gente che si trova
no in cuei posti si mandano acom
batte che sono belli giovinotti
[4] meglio che noi poveri padri di fami
glia, vogliamo anche isignori
in primo linea.
e poi e ora di farla fenita
dentro un po di giorni, che io
dopo un po di tempo sotto
le armi mi sono stancato e o di
ciso di mozzare alei, insieme
accadorna, e salandra,
con tutta lasua compagnia
i cannoni lavemo immano
lei non dovera sortire pił del
suo trono, o vera fenito
andare avisitare il fronte
ci dovera lasare lavita anche lui ||

A S. A. L. Reale Vitorio e Manuele 3. Re ditalia
Roma


Missiva autografa.

(Brescia 10.3.16 - Roma 11.3.16) allegati: Min. Int. 5, 8, 27 aprile 1916 e 26 giugno 1916; Pref. di Brescia 8, 9, 18 giugno 1916 e 1 agosto 1916