18. [Anonimo] a Marcora,Giuseppe

[s.l.], ante 6 febbraio 1916

Caro Marcora
[1] Io di salute sto bene e cosi spero
il simile di te.
Ti avviso che se entro 15 giorni della
presente data di questa lettera, non
finirai questo macello di guerra contro
L'austria Ungheria, che è veramente
una vergogna dopo 8 mesi e più
di macello umano in vece di andare
avanti mi sembra che retrocedono il
nostro esercito, [2] migliaia e migliaia
di soldati morti e tanti altri che
dovranno cadere pensa quante madri
preve dai loro figli e quante
vedove prive dai loro mariti e quanti
padri dai loro cari figli è una vera
carneficina, è tempo di finirla credi
tu che il popolo sia imbecelle come
credete voi uomini di governo fate la
guerra per distruggere il mondo!…
Ebbene il popolo unito tutti i partiti
initi uno lo rivolta nell'esercito a
guerra civile certo non fuggirai alla
morte noscondati dove vuoi.
[3] Pero puoi salvarti ancora come dico nel
termine sopraddetto finire questo macello
dare le tue dimissioni, dunque siamo
daccordo senza tanti preamboli perché
siamo pronti uomini de donne.
Ora non ho altro a dirti ti salutto
se la sbagli col pugnale e rivoltella
un tuo amico. ||

Allonorevole Marcora Presidente della Camera dei Deputati
Milano


Missiva autografa.

(Broni (Pavia) 6.2.16) allegati: Min. Int.. 29 marzo 1916; Pref. di Pavia 13 marzo 1916