16. [Anonimo] a Vittorio Emanuele III di Savoia, re d'Italia

[s.l.], ante 18 gennaio 1916

[1] Male non fo, o almeno non credo di fare. Il Prefetto di Como dire ....... se merito premio o castigo.
Maestà!
Voi non sapete e non potete sapere come lo pensa la gran massa
della popolazione; per il bene d'Italia, per il bene Vostro, permettete
che un umile cittadino Vi esponga alcuni di quei pensieri che sono
nell'animo dei più, ma che non si possono manifestare perché il buon senso e la censura così impongono.
[2] I. Se si crede che il movente solo della guerra nostra sia la rivendicazione di Trento e Trieste si sbaglia. Fu la tracotanza Austriaca contro la Serbia,
fu la infamia della Germania contro il Belgio che tutti spinsero alla guerra.
Le umiliazioni continue da noi supinamente subite per tanti anni fecero
scatenare alla fine lo sdegno nostro, sentimmo alfine di dover tutelare
la nostra dignità.
[2] II. Era a notizia di tutti che le più grandi opere di difesa aveva l'Austria apprestate nel Trentino e in Carnia, era convinzione di tutti che l'opera
nostra là dovesse essere unicamente di difesa. La colpevolissima len
tezza con cui fu presa la decisione di guerra, gli inesplicabili indugi
all'avanzata sull'Isonzo hanno dato modo al nemico di decuplicare
almeno le sue difese con uomini e cose. Oggi l'insistere in un piano
d'assalto ivi è da pazzi! Ricordiamolo bene: è da pazzi l'offen
siva.
[3] III. Le bestialità della diplomazia dell'inteso hanno merevigliato il
mondo; neanche se le nazioni dell'Intesa si guerreggiassero tra loro
potrebbero preordinare più efficacemente i loro piani a reciproco danno.
Non si sa veramente il perché della mancata dichiarazione di guerra
all Germania, ma questo si sa: che la mancanza di tale dichiara
zione ci rende eterogenei nell'intesa, impedisce la combinazione di
un piano comune; si risolverà nel trionfo della causa tedesca.
[4] Errori enormi di diplomazia e strategia: I Dardanelli; Salo
nicco; e… il Montenegro! Tutta la politica Balcanica fu
da idioti e mi pare che Voi dovreste intervenire personalmente e con
atto d'autorità vostro sostituire e tenere responsabile chi di ragione
delle bestialità commesse. E il paese dovrebbe essere edotto che Voi avete presi i necessari provvedimenti.
[5] IV. Il mancato aiuto al Montenegro è un peccato mortale! Nessuna
scusante! Si tratta non solo di un errore madornale di tattica, ma
di una vera e propria viltà, di una indignità che ci rende spregievoli
al giudizio dell'umanità intera. Più egoisti, più fedifraghi, più antipa
tici di così agli occhi del mondo non potremmo essere. É tale cosa l'abban
dono del Montenegro che ci fa vergognare di essere Italiani! Lo sappia
la nostra buona Regina, lo sappia che sanguina il nostro cuore di fronte
al triste spettacolo della domanda di pace dovuta avanzare da vecchio
e glorioso Re Nicola! [6] Prima dunque il pensiero di loro.
Poi il pensiero della nostra marina. É convinzione che la presa del
Lowen mette la nostra flotta quasi completamente alla discrezio
ne di quella austriaca. E sappiamo quanto ha fatto e fa la flotta!
Comprendiamo gli enormi sacrifici per la difesa! ma anche compren
diamo il rapido logorio di materiale e di uomini, ma anche com
prendiamo che il susseguirsi del tempo migliora d'assai le condizioni
alla flotta avversaria e lo peggiora a noi. [7] La nostra marina
neanche coadiuvata dalla Francia dallaInghilterra non potrà
reggere a lungo! Crepi l'astrologo… di gran cuore!!
Da ultimo il pensiero dell'esercito. La caduta del Montenegro ha comple
tamente chiusa quella porta che doveva permetterci di portare la guerra
in campo nemico e porre il nostro corpo di spedizione in Albania
nel più serio pericolo.
[8] V. La riprovevole scuola di Canesa fu ed è troppo seguita, la mala teoria
del Sacro egoismo fu troppo accreditata. Si rievochino gli spiriti di
Vittorio Emanuele II di Garibaldi, di Cavour! Tutti generali si credono
un Fabius cuntator! Arrivano così sempre quando non sono più in tempo.
Al fronte poi le cose procedono male. Il soldato non ha alcuna fiducia
nel comando. [9] Mai si vide un generale perlustrare da vicino le posizioni,
rarissimi sogli sono gli ufficiali di carriera; lenti, disordinati, contraddi
tori gli ordini; disastrose le avanzate. Si ordinò persino il fuoco contro
militi della casa rossa! Né valgono le fucilazioni intimiditive!
O tosto o tardi la verità viene a galla. Né se il nemico commette di
queste azioni è ragione perché le commettiamo anche noi. Difettiamo
poi di cannoni e di mitragliatrici; sciupiamo munizioni senza
costrutto…insomma è un caos disordinato.
[10] VI. La frontiera svizzera è sempre aperte; persone dubbie vanno e
vengono portando o sulla carta o nel cervello tutte quelle notizie che
non dovrebbero invece trapelare. Si chiuda assolutamente e si passi
l'incarico a un certo numero di impiegati fidati di trasmettere od
eseguire quegli ordini e quelle commissioni che i rapporti commerciali
esigono assolutamente.
VII. Cessino i giornali di lusingare con articoli da blazoer, con fanfaronate
stomachevoli! [11] Il continuo dire che gli imperi sono stremati, mentre
conquistano a volo intere regioni è una sfacciataggine che irrita; e il
vantare forza e dimostrare debolezza ingenera la più amara disillusione
e il più grande sconforto. Temo che il Prestito attuale debba forte
mente risentire di questo depresso stato d'animo.
Coraggio Maestà! Persone nuove, indirizzo nuovo e W l'Italia, W Voi!
W la nostra buona Regina.
Gennaio 1916 ||

A S. M. Vittorio Emanuele III
personale
Roma


Missiva autografa.

(Como 18.1.16) allegati:(?)