15. [Anonimo] a Vittorio Emanuele III di Savoia, re d'Italia

[s.l.], ante 18 gennaio 1916

Sua Maesta
Ré D'italia
[1] Mi scuserai se noi permettiamo
di scriverli questo.
Dopo tanto tempo di questo immane
flagello non si puo fare ameno di pa
rlare. Li prechiamo con tutto il cuore
di rimediare a questi disordini. gi pare che
e ora di fenirla, quardi che tutti siamo
stanchi di questa guerra sepensate
di farla finita bene. altrimenti quardi
che siamo un buon numero, mi dispi
ace a dirlo ma sara un disonore anche
per le altre Nassione.
[2] Altro che dire nei giornali che in
Cermania tentano di fare la rivolusione
La faremo noi più presto che voi pen
sate. Se i nostri soldati avessero un po di
libertà li assiguro che lasciarebbero il fronte
subito. Deve sapere che sono quasi tutti Padri
di famiglia anno altro che pensare alla
guerra anno i lorio interessi, Moglie figli
da pensare e una vegogna avedere tutte le
famiglie desolate non vi dice niente la vostra
coscensa anche non ci fose un Dio, ma
l'umanità stessa?
[3] Tempi fa dicevano che non vierano civiltà
ora che punto siamo? Peggio delle
Bestie, chi mià insultato noi nesuso e
tutta ambisione di voi Regnanti, o pure
che sia per uccidere un poco di Carne uma
ne, perche siamo tropi come si sente a dire.
É perche questo? devano andare al Maccello
tutti. Li raccomandiamo Sua Maestà
di accomodare più presto possibile prima
che succede qualche disordine.
E poi e una cosa giusta avedere in trincea
uomini, del 82 al 95 tutti insiemi sono quasi
suoi Padri. [4] Come nelle Casserme nei
depositi si trovano fior di Giovanni, e al fronte
ce degli uomini vechi, o per messo di raccoman
dasione o per ingustizia, in tanto loro non vano
al fronte, sarebbe meglio un po di giustizia.
In somma in poche parole e ora di finirla
creda pure sepotesimo vendicarsi con chi?
Sapi a regolarsi che siamo stati troppi gentili
avertirlo, Mi scuserai del mio mal
scritto
É cosè sta censura che non si puo ne scrivere ne
stampare niente. [5] Fatte proprio come volete
Voi, Sembra che noi siamo tanta gente stupidi.
Sarebbe meglio che finisca che e una vergogna.
Creda che siamo al punto di fare cosa?
Altro che siamo stati noi avolere la guerra
se avessimo avuto la libertà di parlare o meglio
di andare in piazza afare delle dimostazione
chi parlava? Soltanto quelli in favore.
[6] Se in vece avessimo avuto tutti la libertà
vedeva la maggioransa se era per la guerra
si o no. Se si parlava davano delle bastonate
i nostri bravi Polisiotti, quelli di mandare
al fronte quella gente schifosa. Creda di a
comodare che ora tutti siamo stanchi.
Di stinti Saluti da noi tutti ||

Sua Maestà Ré D'Italia
Urcente
Roma


Missiva autografa.

(Milano 18.1.16 - Roma 19.1.16) allegati: Pref. di Milano 18 maggio 1916