3. Bresci, Gaetano a Salandra, Antonio

[s.l.], ante 12 aprile 1914

Onor.le Pressidente del Consiglio dei Ministri
[1] Si potrebbe chiamarsi lieti per la caduta del Ministero Giolitti, se l'opera del neo ministero da Lei
composto onor. Salandra, fosse capace di svogliere l'operato d'un Governo vorremo dire cosciente e
meno compromesso di quello che padroneggiato l'onor. Giolitti. Non sarà compito facile per soddisfa
re tante idee, perché vi sono diverse categorie fra i cittadini della Nazione, signori capitalisti, industria
li, impiegati, operai, militaristi, ognuna coi propri ideali ed interessi ovvero colle propria pollittica.
[2] Speriamo però che il nuovo ministero vorrà scegliere altri metodi dal governo Giolitti, se non vorremo
vedere fra non lungo, qualche sciagura e scompiglio in Italia- Abbiamo avuto in compenso della guerra
libica il sufragio quasi universale, diciamo pure quasi, perché non fu veramente universale- Quella
fu astuzia di Giolitti, ché se fosse stato un uomo dabbene avrebbe concesso le elezioni polittiche in no
vembre o decembre, come nel 1911 al principio della guerra libica i lavori parlamentari dal novembre
si protrassero a febbraio 1912, e perché per lo stesso motivo non si poteva protrarre le elezioni un mese
o più tardi acciò avessero potuto partecipare anche gli emigranti- [3] E si vuol negare pure di protrarre
le elezioni amministrative comunali e provinciali nel mese di decembre almeno nelle provincie do
ve l'emigrazione è eccessiva- Oh Patria ingrata ci si deve recarsi in paesi stranieri in cerca di la
voro e pane perché non sei provvida, e non ci concedi questi benefici e diritti- Valeva la pena
di cacciare gli austriaci dal veneto e dalla lombardia nel 1866, non siamo ancora gli stessi stra
nieri se non possiamo ottenere i sacrosanti diritti di cittadini italiani- Andiamo all'estero per la
voro per venire a pagare le spese senza frutto in Italia, ovvero per il frutto della guerra che noi
consideriamo barbarità anzicché civiltà e non consideriamo codesta polittica poco o nulla- [4] Questi
i frutti d'un governo Giolitti incosciente- Giolitti aveva promesso di colpire le classi agiate per
coprire alle spese di quella poco promettente nuova colonia libica- Il bell'augurio i primi dell'anno
sorse il decreto catenaccio sui sigari e tabacchi eccettuato quelli di lusso, furbo però, spiegò perché
non succedesse come avvenne in Francia anni or sono ché avevano colpito sigari e tabacco di lusso-
Per rimediare doveva colpire anche i sigari e tabacco di lusso per non fare differenze alcuna e così
non sarebbe stato nulla- Ma per il lusso sfarzoso di lor signori sulle collane, braccialetti, orologi
e catene d'oro, e su tutti i cappricci delle mode di lusso nulla si provvede a sopraccaricare le
tasse che facilmente potrebbero coprire alle spese della guerra- [5] O sotto quale dominio ci troviamo
ancora? Come mai noi potremo rispettare il patriottismo d'Italia- Per chi si occupa di
polittica, che non sono tutti, e beati loro quelli che non la comprendono, e tanto meglio per i loro gover
nanti od amministratori fin che avranno delle pecore o degli agnelli ne fanno una buona Pasqua
in santa pace. Più sfortunati coloro che si occupano di polittica e sia costretto ad emigrare sia pure
il più umile e buon cittadino italiano, ma nel modo che siamo governati è facile divenire sovversivi
od anche anarchici- Quale vantaggio si ottiene di quei sedici milioni della lista Civile alla Casa Savoia
a che serve la persona di Sua Maestà il Re, soltanto per firmare i Decreti Reali? [6] se così troppo poco,
bisogna che apra gli occhi un po' di più (e se no… innuttile non serve! Vada un plauso a
tutti i valorosi oratori, che persone colte di sapienza e volontà, compresi anche quelli di Estrema
Sinistra per la critica svolta sulle spese della guerra libica e nel modo che fu condotta l'azione- Sempre
veglino scrupolosamente ed instancabilmente l'operato del Governo-
Per norma ai ministri tutti ed a S. M. il Re, rinfrescando la memoria
i firmatari
Passanante
Acriarito
Gaetano Bresci
A. D'Alba
All'erta ||

All'Onor.le Salandra Antonio
Pressidente del Consiglio dei Ministri
Palazzo Braschi Roma
Italia


Missiva autografa.

(Salzburg 12.4.14 - Roma 14.4.14) allegati:(?)