13. [Anonimo] a Vittorio Emanuele III di Savoia, re d'Italia

[s.l.], ante 25 marzo 1916

A Vittorio Emmanuele IIIº
1º macellaio D'Italia
Roma
[1] Non avete penzato le disfatti subbite da
tanta gioventù di terremote e guerra di
Tripoli, nonché la guerra d'Africa che cià
spinto ad assassinare vostro padre. oro per
allargare le vostre finanze e farve più
grande, cercando un avvenire per vostro
figlio non vicurate della vita di colui
che combatte schiavo di un miserabile e
oltre alla morte sofferta rimanere ai
parenti vechi e binbi i spesi di guerra
ma a noi di America che abbia
mo fratelli che combattamo siamo
col palpito al cuore se ci giunce quache
catastrofe di qualche fratello, [2] fratello
che per lui son pronto a uccidervi aven
domi con quore associatto, noi come sapete
parliamo franchi senza timore
perche l'anarchico non si copre di obbrobrio
come voi di fare la cenzura e farci ritardare
le lettere ora in ultimo cheò avuto
il fratello ferito non viè bastato il
primo sangue lo rimettete di nuovo al
fronte e oltre a ciò un'altro fratello che
asciucava le lagrime ai miei decrepite
genitori l'avete chiamato pure vedete
quanto foste vigliacco. [3] Non potevate
fare come la Rumania che ama
il popolo che voi avete esposto tanti baldi
uomini in quei monti corazzatti
quei monti circondati d'acciaio, forniti
dalla nuova meccanica di cannoni
e che voi lo sapevo e che giolitti vilo
manifestò vicurati poco d'altrui, perché gli
uomi non li comprati e avete cura dei
cavalli, è già li fate macellare i tre
parti alla frontiara Austriaca
a Tripoli e in albania [4] ma pen
zate che la nostra setta di baldi
Anarchici di America vi ventichia
mo e non dimentichiamo al nostro
compagno L'esa che nel 1902
era soldato di Artiglieria a gaeta
e si suicidò perle sofferenze sofferte
inposti dei vigliacchi ufficiali esso
fù nostro compagno d'associazione
di Massa nato costi, e vi avvisia
mo che siamo usciti cuatro che vi
dobbiamo uccidere a voi e vostro
figlio appena finita la guerra
[5] la nostra organizaziono fementare à i po
poli in Italia ad evitare di venire
alla vostra chiamata. la nostra venuta
e dalla Svizzera senza armi e come
giunciamo nella nostra sede ci siamo
già preparati potentemente dovete
essere massagrato e noi lasciare il
nome di libberatori.
Voi non potevo venir meno di un
Principe del Bascio porto di Napoli.
La Setta Civiltà
foste il vero
principe di bascio
porto di Napoli
puzzolente e
disumano ma
tiuccide la nostra
mano.
viva la nostra
grande e indominabile
Setta mondiale. ||

A vittorio Emmanuele III Re D'Italia
Roma
Italy


Missiva autografa.

(Brooklyn N.Y. 25.3.16 - Bologna, posta estera Censura militare, Posta militare 10.5.16) allegati: Min. Int.. 27 Aprile 1916; Consolato Generale d'Italia N.Y. 23 maggio 1916