48. [Anonimo] a Vittorio Emanuele III di Savoia, re d'Italia

[s.l.], ante 31 dicembre 1919

Maestà
[1] Ci pare che sia giun
ta l'ora di cessare di
far massacrare i no
stri figli, e i nostri
fratelli; dovrebbe basta
re a saziarvi il san
gue che avete fatto
versare; cessate, o
altrimenti vi Vi dare
mo Trieste, Trento
e qualcosaltro!
Se Voi amate i
Vostri figli, che sie
te Re, altrettanto
noi amiamo i no
stri, che siamo po
polo, e non voglia
mo ch'essi sieno in
viati al macello;
[2] A che scopo ostinar
si in una cosa, che
ormai è irrealizza
bile? i fatti ce ne
hanno dato la pro
va più evidente,
e Voi permetteres
te di sacrificare an
cora migliaia e mi
gliaia di giovani
vite, per un resul
tato negativo?
Oh! Se Voi poteste
vedere e sapere, l'in
dignazione, l'agitazio
ne, lo sconforto che re
gnano Sovrane nell'e
sercito e nel popolo
Vostro; Voi restere
ste inorridito.
Sappiate dunque
che il popolo Vostro
non vuole che una
cosa sola: [3] La Pace
egli ne sente impe
rioso il bisogno, e
non può più oltre
sopportare tanti stra
zi e tanti dolori;
non ci sentiamo più
la forza di resistere,
in noi è svanito ogni
spirito di sacrificio,
ogni resistenza mora
le, tutto, perciò da un
popolo che vive in ta
le stato di animo,
aspettatevi qualunque
sgradita sorpresa, se
non pensate imme
diatamente a por fi
ne a questo orrendo
massacro! ||

Missiva autografa.

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