46. [Anonimo] a [anonimo]

[s.l.], ante 31 dicembre 1919

Signor Presidente
[1] E' giunta l'ora- La giustizia di dio si avanza ver
so codesto Capitale-. Rimaneste restio alle suppliche vi
faceste sordi alle preghiere ed il pianto delle madri voi
schermiste, i figli chiedevano e chiedono il pane le mogli la
disperazione- Punirò questa mano se sbaglierà il colpo
disse copiando il mio compagno. Egli giurò, aveva ragio
ne. [2] Molto soffriamo; ma non era immaginabile
che al nostro ritorno avremmo trova to i fratelli sepolti
vivi nelle carceri- Era ora di liberarli dopo la pace,
non lo faceste- Nell'animo vostro esiste la tirannio-
in questo nostro la vendetta…
Non temete della vostra vita. Quella del Re è distru
tta in questi giorni- [3] Eppure dicesi qui ch'egli era prossimo
firmare il decreto d'amnistia- Avete molta maggiore
colpa voi di lui- La vostra morte non immortalerebbe
un uomo, vale la pena uccidere il Re…
Piangerà la moglie come piange la moglie del condannato
innocente; ma fortuna che i figli non soffriranno la fame
come quegli altri-
Giustizia Divina ||

Missiva autografa.

t.post.(?) allegati:(?)