3. [Anonimo] a Vittorio Emanuele III di Savoia, re d'Italia

[s.l.], ante 3 marzo 1916

Sagra corona [1] vengo arragiungerve con queste
parole date da ddio di farve sapere che iddio lascia fare
e ne sso pra fare seccome io sono un povero vecchio
alletà di anni 68 che vivo dasolo in campagna,
una notte del mese passato misenteva cupare il cuore
io mi alzio delletto per uscire fore di prendere aria
guardo laluna e vedo e vedo una croce con pochi letteri
che diceva pace pace pace sono stancho anchio, io
dopo letto queste parole mia mmesso appaura e stava
gia per morire, in corso lamia malattia miviene insogno
santo matteo e midice di farvelò sapere, altramente guai
pelleoropa perché non e guerra ma e distruzione di povere
figli ditalia che anche a ddio gli dispiace divere questo
massagro divite umane sensa o ttenere nulla delvostro
scopo e io non credo che sipo' ottenere perché il nemico e
molto potente [2] tutti morrete e nulla siotterra no perché
mancha il coragio ma e il difficile perché sono tutte montagne,
perciò sentite la divina parola di ddio che tutto vabene,
ora che iddio cia dato questa speriensa, gentilissimo Maestà
parlate cunevostre alleate di ottenere questa pace che iddio
cebenedice altramente guai pelleoropa sentite quello cheio
vi dirò come uomo vecchio e sonto perché io ogi domani moro
e vado imparadiso e iguai rimangono avvoi,
[3] veramente noi ci chiamiamo nazione civili e come ci possiamo
chiamare nazione civili quando noi ci ammassagramo
fratelli e fratelli in questo caso siamo pegio delle belve feroce
a desso non dobiamo fare come gliomeni antiche ma dobiamo
fare uomeni moderne e civili, chi sipoteva mai imaginare
che gli uomeni a corantanne con sei e sette figli devono andare
almacello sensa nessuno uteli iterrene rimasero diserte
le vivere carisseme io non sò come si deve tirare questa vita,
[4] io credo gentilissimo Maistà che se non si fà la pace socciede
brutta rivoluzione nazionale e ppoi soccede pegio e iddio
questo non lovole dovete concordare subito questa pace
perché la nazione nostra e bene formata nonà dibisogno
altra terra perché stàbene come puri tutti glialtre nazione
ma questo nonè altro che tutto ibizione dei grande
che voglio in grandirsi ancora, e ipoveri figli piancono
e gridano vindetta della guerra che anno pertuto ipovere
padre e disiiano ilpane e i paese rimasoro diserte
non mi di lungo più iddio che vidà
bono lume pace pace pace
il biato Matteo ||

Sua maestà Vittorio e manuele III Re ditalio
Per dove si trova
Roma


Missiva autografa.

(M lacuna di due lettere-ogina(?).3.16 - Roma 3.3.16) allegati:Min.Real Casa 17 marzo 1916