29. Giannin, Alberto a Orlando, Vittorio Emanuele

[s.l.], 1 gennaio 1918

S.E. Presidente dei Ministri
Roma
[1] Approvo quanto ha detto
l'On Pellerano, di estendere tutte
le città in Zona di Guerra, perché
siamo contornati da Spie tanto
di fuori che di dentro-
Poi urge per avere le
Popolazioni compatte in favore
della Guerra, che si aboliscano i
Calmieri, e il Governo faccia la
requisizione dei generi alimen
tari e a prezzi, più equi, e
così punire l'ingordigia dei
produttori che ora è il momento
propizio per loro, e fanno da sordi
a ragionare di Calmiere
[2] Quà da noi per esempio
il Cittadino se vuole mangiare
patate bisogna che paghi £ 0.90
al kilo, fagiuoli 2.20. al chilo, erbag
gi costano un'occhio, la carne altrettan
to, l'Olio i produttori lo vendono
da £ 450 alle 480- al quintale alla
fattoria-
Mi dica un po' Sua E. come
Si può fare andare avanti, non
restando nulla da sfamarsi, avendo
anche poco pane, almeno la classe
meno ambiente avesse pane e Vino, anche
questo è divenuto oggetto di valore
perché lo vendono quanto vogliono, tiria
mo via per il Vino buono non è
necessario, ma per chi lavora mi par
rebbe di si-
[3] Spero che Sua E. che è
tanto patriotta vorrà provvedere
e metterà un freno a questi
affamatori del Popolo per la Cupi
digia di far denari- E quan
do il popolo avrà di che sfarmarsi
a prezzi adeguati al momento
sarà più in unione anche Lui
per la Guerra, converrà meco che
chi afame non pensa a quella-
Bisogna provvedere presto e dar retta
al proverbio chi ha tempo nun aspetti
tempo-
Scusandomi il disturbo ma
non potevo fare almeno perché anche
io desidero che la mia patria sia Vitto
riosa
Devotmo
Alberto Giannin
1 Gennaio 1918. ||

Missiva autografa.

(*1.1.18) allegati:(?)