23. [Anonimo] a Vittorio Emanuele III di Savoia, re d'Italia

[s.l.], 17 agosto 1917

17.8.17
Maestà
[1] Inviamo a V.M.,
questa lettera per dirvi che è
tempo che finite questo macello
inutile. Avete ben da dire voi,
che è glorioso il morire per la Patria.
E a noi sembra invece che sicc
ome voi, e i Vostri, porchi ministri
che avete voluto la guerra
che in Iª linea potevate andar
ci Voi, e Loro. Ma invece Voi
e i vostri mascalzoni Ministri,
restate indietro, e ci mandate
avanti noi poveri diavoli, con
moglie e figli a casa, che ormai
causa questa orribile guerra da
voi voluta soffrono i poverini
la fame! [2] Viliacchi, asassini
spudurati, Ubriaconi, Impesta
ti, carnefici di carne umana,
finitela che è tempo li volete ucci
dere tutti? Al fronte sono stanchi,
nell'interno soffrono la fame, dunque
cosa volete? Vergognatevi schifosi, ma
non vedete che non vincete, ma
volete che vadino avanti lo stesso
per ucciderli. [3] Non vedete quanta
strage di giovani, e di padri di fami
glia avete fatto, e non siete ancora
contenti? Andateci voi o vigliacchi col vostro corpo a difendere la vo
stra patria, e poi quando la vo
stra vita la vedete in pericolo,
allora o porchi che siete tutti,
concluderete certamente la pace
ad ogni costo. Avete capito assassino che siete? Noi per la patria
abbiamo sofferto abbastanza, e
infine la nostra patria, è la nos
tra casa le nostre famiglie, le nos
tre nostre mogli, i nostri bam
bini. [4] Quando ci avete uccisi
tutti, siete contento di vedere
centinaia di migliaia di bambini
privo di padre? E perché? Per un
vostro semplice ambizioso, e spudo
rato capriccio. Che cosa abbiamo
ottenuto noi dalla guerra di Libia? Altro che delle tasse. E
così sarà di questa guerra.
Vi avertiamo che se entro poco
tempo non la finite, i solda
ti dal fronte certo si rivolteranno,
e immancabilmente nascerà
dal proletariato, la rivoluzione.
E quando avrete condotto il paese
alla completa ruina, sarete
poi contento. [5] Vi avertiamo inoltre,
che se entro poco tempo non
concludete la pace, certamente
Voi, Vostro figlio, e Vostra moglie,
e qualche vostro porco Ministro,
non dubitate farete la morte
di Vostro padre Umberto I.
Uccideremo anche vostro filio che
così verrà stirpata la vostra razza
e così pure vostra moglie, che
così vi mandiamo pari. Certa
mente vi succederà, non du
bitate. Abbiamo fatto una congi
ura, la quale non potrà fallire.
Colui che di noi si macchierà le
mani di regicida, siamo certi che
subirà la morte, ma almeno
avremo una soddisfazione.
Vi preghiamo anche di fare
avertito i vostri Mascalzoni
Ministri.
M.stà scegliete
F.to La Congiura ||

A S.M. Vittorio Emanuele III Ré d'Italia
Roma


Missiva autografa.

((?) - S.Anna di Valdieri 20.8.17) allegati:(?)