15. [Anonimo] a Vittorio Emanuele III di Savoia, re d'Italia

[s.l.], ante 31 dicembre 1919

Sua Maestà.
[1] Mi perdona se prendaiamo
libertà a scrivere le notizie che
sta volgendo nel'Italia.
Benche 14 mesi che siamo in
guerra non abbiamo altro, che
fatto aumento di vittine e
feritti, ecco la vittoria!
Ma come mai Sire siete statto
convinto a questa teribile guerra!
alla qualle avreste dovuto potuto
evitarla! Voi direte che è
stata la Nazione che la
voluta, e vi rispondiamo che
la colpa è Vostra che la avete
sottofirmata. [2] E gli intusiasti
che la volevano, voi come
supremo potevate anche
castigarli, ivece che gli ascoltasti
e dopo cominciato la guerra
ben pochi son andati al fronte
ano preso tutti i più sicuri
nascondigli che questi da soli
doveste mandarli al fronte
e farli gridare ancora
Chi dunque sacrificha la
vita? Sono tutta povera
gente che col sudore,
avevano mantenuta l'Italia
il giardino dell'Europa
ed ora Voi e la Camera coi
parlamenti come gli contra
cambiaste? [3] Il contracambio
che gli avete fatto avette
ridoto il giardino di sangue
e di dispiaceri e disperazione.
Ed ora quei vigliachi che
anno gridato (voliamo la guerra)
e che voi gli ascoltaste
anno giurato se questa
guerra non sarà breve
dicano che breve sarà la
vostra vita
Noi vi avissiamo e non
velessimo che di voi questo
succeda ora sta a voi
Con rispetto Vi
saluttiamo ||

Missiva autografa.

t.post.(?) allegati:(?)