4. [Anonimo] a Vittorio Emanuele III di Savoia, re d'Italia

Catania(CT), 20 novembre 1914

Maestà.
[1] Siamo stanchi di questa lunga agonia senza nessun
mezzo di risorsa. Causa della grave crisi commerciale
ci troviamo in pericolo, ci troviamo ridotti alla massi
ma indigenza di rinnegare la natura e chi ci governa.
Specie fra questi subbugli nazionalistiche che da
alquanto tempo ci sotto pongono, non potendo sfa
mare i nostri figli che ci chiedono pane. E ba
stasse questo solo? dobbiamo ancora lottare co
gli ingordi e farabutti dei padroni di casa che
senza umanità ci sfrattano e ci cacciano via,
mediante corso legale che per loro vi è la legge
prottetrice. [2] Dica un po la M.V. che cosa dob
biamo fare, come dobbiamo comportarci in que
ste critiche circostanze? Solo la M.V. potrebbe
allenire queste angoscie, questi affanni, col
provvedere urgentemente ai nostri disagi, che
sono i nostri figli che ci snidano e ci spingono
in cerca di pane per sfamarli. Sappia bene
la M.V. anche il suo Trono sarà in pe
ricolo non provvedendo ai suoi sudditi che
languiscono di fame, che le sarebbe spiacevolis
simo ispecie in questi momenti assai peri
gliosi di cui va soggetta la nostra patria.
[3] Crediamo benissimo che la M.V. pondera bene
quanto abbiamo esposto d'ottenere un pronto
aiuto sovrano come lo sono stati i suoi ante
nati, sono i nostri figli che aspettano con an
sia le bricciole di pane della Tavola della M.
V. e non mostrarsi sordo a tali preci fervorosa
mente chiesti, e pieni di fiducia della nostra
supplice preghiera come anche per i pa
droni di casa, grandi farabutti e scrocconi ci
sia provvedimento, col più profondo rispetto
ci diciamo
Dalla M.V.
Obb.mi e fed.mi sudditi
Catanesi
20
11-14-
Catania ||

Alla Maestà Vittorio Emanuele 3º
re d'Italia
Roma
A.S.M. urgente


Missiva autografa.

(Catania 26.11.14 - Roma 28.11.14) allegati: Min. Real Casa 9 dicembre 1914; Min. Int. 12 dicembre 1914; Pref. di Catania 26 dicembre 1914