38. [Anonimo] a Vittorio Emanuele III di Savoia, re d'Italia

[s.l.], ante 23 ottobre 1917

Sua Eccellenza Maestà, [1] finalmente
siamo stanchi di questa vita.
stanchi di guerra, e stanchi di fame
che in sicilia non mai avevamo sofferto
e che oggi non possiamo più soffrire
Vostra Eccellenza per ubbidire l'Inghin
terra avete rovinata tutta l'Italia
Ledonne che allevano i bambini non
possono più allevarli perché i combusti
bile sono meno i bambini chiamano
padre e non'eanno, chiamo pane
e nonetrovano e sonno levere guai
percui non siamo più ingrado
di potere resistere, per cui siprega di
schiacciare ministri e ministeri e
prendere leredine nelle vostre mani
e cercare la pace, altrimenti bisogna
aggire d'altri mezi, e solo diremo viva
la Russia! [2] e abbasso l'Italia
perché l'Italia sdimenticò tutte
l'oltraggi che abbiamo avute della
francia, quando noi ci troviammo
in conflitto con l'africa che fece tutto
per lanostra distruzione, quando
fu restato defelice che stava per
volere recarsi in Sicilia, quando fu
della libbia che fece tutto quel che
poté, ed'ora isvergonati italiani
per accontentare l'Inghilterra
anno sdimenticato tutto ed'anno
rovinato tutto lostato, è ancora
cercate di camminare su questa
infamia, [3] percui preghiamo di ricettare
ognicosa onestamente, per del resto
non'abbiamo nulla da divire
noi siamo qui dei vespri, noi
siamo quelli dei borbonici, e noi
saremo qualche altro. Imilitari
sonno ben convinti essanno quello
che debbono fare.
d'altra parte cercate di finirla
quanto più presto e possibile
se questo nonè farete la figura
del vostro defunto padre.
E questo perché?
Perla vostra ambizione?
Velafaremo passare con larivoltella
l'ultime due parole, labuso dei
superiori militari e orribile
e l'abbuso che dovrà svilupparsi
sarà straziante, più di Torino.
[4] I giornali non publicano nulla
le perdite delle nostre truppe non
si conoscono, i sottomarini vengono
assilurare i ferributt nello stretto
messina, e voi e ministri con
la vostra infamia ci fate capire
al publico che siete vinti, e non
contate le vittime che giorno
e notte si presentano, non solo
nei campi, ma anche nella nostra
sicilia che ci avete rovinato, le tasse
e non si possono pagare, il pane
non sipuo avere, ove che il siciliano
è bituato di mangiare pane e pasta
ed'oggi le avete tolto tutto.
Abbasso lamonarchia, viva la
republica, e la narchia, e viva la Russia
A.P.O.R. ||

Asua M. Vittorio Emanuele III Re D'Italia
Roma


Missiva autografa.

(Palermo 23.10.17 - Roma 25.10.17) allegati: Min. Real Casa 27 ottobre 1917; Min. Int. 29 ottobre 1917; Pref. di Palermo 14 gennaio 1918